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FRANCIA

Le Pen attende la sentenza: martedì il verdetto sulla candidatura

A 48 ore dalla decisione della Corte d’Appello, in bilico la corsa all’Eliseo della leader del RN
Le Pen attende la sentenza: martedì il verdetto sulla candidatura
Imago
Fonte Ats Ans
Le Pen attende la sentenza: martedì il verdetto sulla candidatura
A 48 ore dalla decisione della Corte d’Appello, in bilico la corsa all’Eliseo della leader del RN

PARIGI - Marine Le Pen si dice tranquilla a 48 ore dalla sentenza della Corte d’Appello che potrebbe decidere il suo futuro politico. «Non ho paura», ripete la leader del Rassemblement National (RN), consapevole che la conferma della condanna di primo grado le impedirebbe di candidarsi alle presidenziali per la quarta volta.

Il momento è particolarmente delicato, anche perché i sondaggi indicano una fase favorevole per l’estrema destra. In caso di esclusione, il testimone passerebbe a Jordan Bardella, trentenne presidente del partito, in forte crescita nei consensi. Se invece Le Pen dovesse essere assolta o ottenere una pena alleggerita, potrebbe correre per l’Eliseo, con Bardella destinato al ruolo di primo ministro.

La leader ha chiarito che una candidatura sarebbe possibile solo in piena libertà di movimento: l’eventuale obbligo del braccialetto elettronico renderebbe impraticabile la campagna elettorale. «Non dipende più da me», avrebbe confidato al suo entourage, mentre nel partito si alternano fiducia e timori in vista del verdetto.

La posta in gioco è alta anche per gli equilibri interni al RN. Negli ultimi mesi non sono mancate tensioni, come dimostra la revisione della linea sulle pensioni proposta da Bardella, che ha suscitato malumori. Nonostante le dichiarazioni di unità, il rapporto tra i due appare sotto pressione.

La decisione è attesa per martedì 7 luglio alle 13:30. In primo grado Le Pen era stata condannata a quattro anni di carcere, di cui due senza condizionale, e a cinque anni di ineleggibilità nel caso degli assistenti parlamentari europei. Una piena assoluzione riaprirebbe la strada alla candidatura, mentre una conferma della pena o misure restrittive la escluderebbero. Resta aperta l’ipotesi di una riduzione della condanna, scenario che potrebbe consentire un ritorno in campo e preservare l’unità del partito.

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