«Pressioni su studenti russi perché si arruolino per andare in guerra»

In Russia, secondo la Cnn, sarebbe in corso una silente campagna di arruolamento tra gli studenti delle università.
MOSCA - Nonostante la cosiddetta operazione militare speciale in Ucraina si protragga da quattro anni, con le conseguenti perdite sul campo, il Cremlino è riuscito a evitare di proclamare una nuova mobilitazione "parziale", come quella dell'autunno 2022, per sottrarsi alla quale centinaia di migliaia di uomini russi lasciarono il Paese. Ma secondo diverse fonti consultate dalla Cnn, il governo avrebbe avviato una silente campagna di arruolamento tra gli studenti delle università, dei quali l'emittente televisiva ha raccolto alcune testimonianze, che troverebbero conferma in un crescente numero di fonti open-source.
L' "enorme pressione" esercitata sui giovani in età da leva militare questa volta ha preso la forma della promessa di benefit, di un contratto a tempo determinato, della possibilità di servire lontano dalla linea del fronte e dell'opportunità di acquisire competenze altamente tecnologiche come piloti di droni. "Ci sono manifesti sulle brigate dei droni letteralmente ovunque", ha detto alla Cnn uno studente che ha voluto rimanere anonimo. Secondo quanto riferito da un professore universitario al quotidiano Deutsche Welle - considerato "organizzazione indesiderabile" in Russia - il vice primo ministro Dmitry Chernyshenko avrebbe tenuto incontri di coordinamento con i rettori. E la testata Ekho scrive che sono almeno 70 gli istituti di istruzione superiore in tutta la Russia coinvolti nel reclutamento di studenti: 57 università e 13 scuole professionali.
Il governatore di Ryazan, Pavel Malkov, ha persino emesso un'ordinanza con la quale ha chiesto alle aziende della regione di inviare da due a cinque dipendenti per il servizio militare al fronte. Nel documento si citano due decreti di Putin del 2022.
La "fallimentare" la campagna del ministero della Difesa russo per reclutare studenti è stata anche oggetto di critica da parte dell'ex deputato del Consiglio supremo della Repubblica russa de facto di Donetsk, Aleksandr Vaskovsky, di recente messo in arresto con l'accusa di "discredito" dell'esercito.
Dal canto suo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, pur negando di essere a conoscenza di tali programmi, ha ammesso che le "nuove truppe", necessitano personale con requisiti specifici, siano essi "lavoratori, studenti o disoccupati".



