Bimbo muore dopo che i genitori hanno detto no alla vitamina K

Allarme negli Usa: aumentano i casi di genitori che rifiutano la vitamina K ai neonati, con gravi conseguenze.
WASHINGTON - Negli Stati Uniti un bambino di poche settimane è morto a causa di un'emorragia legata a un deficit di vitamina K. Il caso clinico, descritto sulla rivista Pediatrics, la rivista dell'American Academy of Pediatrics, è l'ultimo segnale di un fenomeno che da qualche anno si sta diffondendo in Usa: l'aumento dei genitori che si oppongono alla somministrazione alla nascita della vitamina K al proprio figlio.
I bambini possono avere bassi livelli di vitamina K alla nascita e hanno bisogno di diverse settimane per cominciare a produrne in quantità sufficiente. La carenza di questa vitamina, essenziale per la corretta coagulazione del sangue, in rari casi può portare a emorragie anche gravi. Per questo motivo, da diversi decenni, viene somministrata una dose di vitamina K alla nascita a scopo profilattico.
Nel caso descritto dai ricercatori della Vanderbilt University di Nashville, "la profilassi intramuscolare con la vitamina K alla nascita era stata rifiutata". Il bambino, "precedentemente sano si è presentato con irritabilità e sanguinamento cutaneo". I test hanno immediatamente mostrato una carenza di vitamina K e di un gruppo di proteine necessarie alla coagulazione del sangue che a questa vitamina sono legati.
"Nonostante l'escalation delle cure, il bambino è morto", sottolineano i ricercatori, che mettono in guardia dai possibili effetti della nuova tendenza, alimentata dal clima anti-scientifico e dalla disinformazione.
Secondo uno studio pubblicato a gennaio sulla rivista Jama, in Usa la quota di neonati che non hanno ricevuto l'iniezione di vitamina K è aumentata dal 2,92% del 2017 al 5,18% del 2024.



