Metà dell'arsenale missilistico iraniano sarebbe intatto

Trump minaccia la distruzione di ponti e centrali elettriche in Iran, alternando intimidazioni e appelli al cessate il fuoco
Il presidente Donald Trump continua a difendere la guerra in Iran senza però mostrare una strategia chiara, ma solo una dialettica che alterna toni rassicuranti a nuove minacce militari.
Le sue parole agitano i mercati e alimentano critiche interne, anche da ex alleati, mentre in Europa Macron denuncia l’incoerenza americana e ribadisce il valore della NATO.
Intanto la crisi energetica si aggrava, con il traffico marittimo quasi fermo e il petrolio in forte rialzo.
Una coalizione internazionale spinge per una soluzione diplomatica e la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma restano divisioni all’ONU e scarse prospettive di un intervento immediato.
Il pensiero di Zarif
«Da iraniano, indignato per l’aggressione sconsiderata e gli insulti grossolani di Donald Trump, ma al tempo stesso orgoglioso delle nostre forze armate e della resilienza del nostro popolo, sono combattuto sulla scelta di pubblicare questo piano di pace su Foreign Affairs», ha scritto su X l'ex ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif. «Tuttavia, sono convinto che la guerra debba finire a condizioni coerenti con gli interessi nazionali dell’Iran».
La promessa di ritorsione iraniana
L'emittente iraniana Press TV ha pubblicato un video in cui il portavoce dell’esercito, Ebrahim Zolfaghari, avverte che Teheran prenderà di mira le infrastrutture energetiche regionali e le aziende dell’informazione e delle telecomunicazioni con partecipazioni statunitensi, se gli Stati Uniti continueranno a minacciare attacchi contro le centrali elettriche iraniane.
Spokesman of Iran's Khatam al-Anbiya Headquarters:
— Press TV 🔻 (@PressTV) April 3, 2026
Nothing is hidden from our sight.
All ICT companies in the region will be considered legitimate targets for us.
Follow: https://t.co/mLGcUTS2ei pic.twitter.com/NELADSLfBR
בהתקפה ממוקדת בדרום לבנון: חוסלו כ-15 מחבלים מהאוויר בהכוונת אוגדה 146
— צבא ההגנה לישראל (@idfonline) April 3, 2026
בהתקפה ממוקדת של אוגדה 146, כוחות חטיבת האש 213 וחטיבה 226 זיהו כ-15 מחבלים במרחב פעילותם בדרום לבנון. לאחר הזיהוי המהיר חיל האוויר חיסל את המחבלים בהכוונת האוגדה.
כוחות חטיבת האש 213 זיהו חוליית מחבלים של… pic.twitter.com/k5aG09dkr4
15 operativi di Hezbollah morti in un attacco aereo
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver ucciso 15 operativi di Hezbollah in un attacco aereo nel sud del Libano durante operazioni di terra. Nel settore occidentale, le truppe della 146ª Divisione hanno individuato i miliziani, poi colpiti dall’Aeronautica israeliana. In un altro episodio, il 213° Reggimento di Artiglieria ha individuato una cellula pronta a lanciare missili anticarro contro Israele, successivamente colpita da un caccia, spiegano le IDF.
Iranian media has posted what appears to be debris from a USAF F-15E Strike Eagle, reportedly downed earlier today.
— OSINTtechnical (@Osinttechnical) April 3, 2026
Seen here, the remains of a vertical stabilizer. pic.twitter.com/FGD8jrmM4p
Incendi in una raffineria di petrolio in Kuwait
Un attacco iraniano con droni contro una raffineria di proprietà della compagnia petrolifera nazionale del Kuwait, avvenuto questa mattina, ha provocato incendi in diverse unità del sito. Lo riportano i media statali. «La Kuwait Petroleum Corporation (Kpc) ha dichiarato all'agenzia di stampa Kuna che la raffineria di Mina Al-Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni questa mattina presto, con conseguenti incendi in diverse unità operative», ha precisato l'agenzia, aggiungendo che le squadre di emergenza stanno lavorando per domare le fiamme. (ats ans)
«Abbattuto un secondo F-35 USA»
L’Iran afferma di aver abbattuto un secondo caccia F-35 statunitense mentre sorvolava l’Iran centrale, secondo quanto riportato dall’agenzia Fars, legata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Il velivolo sarebbe stato «completamente distrutto» nello schianto e non ci sono informazioni sul pilota. L’agenzia Mehr ritiene improbabile che sia riuscito a eiettarsi a causa della «violenta esplosione». Il Comando Centrale degli Stati Uniti non ha commentato le nuove affermazioni, ma ha già contestato una precedente rivendicazione iraniana sull’abbattimento di un caccia americano.
Altri missili iraniani contro Israele
Secondo i media iraniani, nel corso della notte i Guardiani della Rivoluzione hanno affermato di aver lanciato missili «a lungo raggio» in direzione di Tel Aviv e della località balneare di Eilat, nel sud del paese. (ats ans)
AFPMetà dell'arsenale iraniano sarebbe intatto
Secondo recenti valutazioni dell'intelligence Usa dopo un mese di guerra, circa la metà dei lanciatori di missili dell'Iran risulta ancora intatta e Teheran ha ancora a disposizione migliaia di droni d'attacco. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. «L'Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione», ha affermato una delle fonti. Secondo il rapporto Teheran ha ancora circa il 50% dei droni e una vasta quantità di missili da crociera che costituiscono una capacità strategica fondamentale per minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. (ats ans)
Attacco iraniano contro il Kuwait
Il Kuwait ha riferito oggi di essere bersaglio di attacchi con missili e droni iraniani. «Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente respingendo attacchi missilistici e con droni ostili», ha scritto lo Stato Maggiore dell'esercito su X, precisando che «le esplosioni udite sono il risultato dell'intercettazione» di questi attacchi. (ats ans afp)
Gli attacchi Usa? Un potenziale crimine di guerra
Oltre 100 esperti di diritto internazionale americani di Harvard, Yale, Stanford e l'Università della California hanno scritto una lettera aperta alla Casa Bianca dichiarando che l'operazione militare americana in Iran «desta serie preoccupazioni in merito a violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, inclusi potenziali crimini di guerra». In particolare, gli esperti hanno dichiarato di essere «seriamente preoccupati per gli attacchi che hanno colpito scuole, strutture sanitarie e abitazioni». (ats ans)
Colloqui Cina-Europa: «Serve cessate il fuoco per la sicurezza dello Stretto di Hormuz»
Nel corso di colloqui avuti ieri con i propri omologhi occidentali, la Cina ha ribadito l'appello a un cessate il fuoco in Medio Oriente e alla garanzia di un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano i media statali cinesi. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha discusso della situazione in Medio Oriente in telefonate separate con l'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri Kaja Kallas e con il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, sollecitando sforzi congiunti per spingere verso una rapida fine della guerra. Un cessate il fuoco è la chiave per una navigazione sicura attraverso lo Stretto di Hormuz, ha detto Wang a Kallas, secondo quanto riportato dal ministero degli Esteri cinese.
«Tutte le parti dovrebbero lavorare per costruire un consenso più ampio a tal fine e creare le condizioni necessarie», ha affermato Wang a Kallas. Il numero uno della politica estera cinese ha invece detto a Wadephul che, in quanto grandi Paesi responsabili, la Cina e la Germania dovrebbero mantenere una posizione obiettiva e imparziale e svolgere un ruolo costruttivo nel processo, secondo un altro comunicato cinese. (ats ans)
Le nuove minacce di Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di distruggere altre infrastrutture civili in Iran. «I ponti sono i prossimi, poi le centrali elettriche!», ha avvertito sul suo social network Truth. Gli Stati Uniti non hanno «nemmeno iniziato» il loro programma di distruzione delle infrastrutture civili del Paese, ha avvertito Trump. Il tycoon ha ripetuto più volte che la grande maggioranza dei siti militari, obiettivi primari dell'offensiva americano-israeliana iniziata il 28 febbraio in Iran, era già stata danneggiata o distrutta. «I leader del nuovo regime (iraniano) sanno cosa bisogna fare, e che bisogna farlo in FRETTA!», ha aggiunto il presidente americano, che alterna minacce e appelli a Teheran affinché accetti un accordo di cessate il fuoco. (ats ans afp).
Imago



