Ecco i Sephora Kids: l’ossessione per la skincare invade l’infanzia. Danni e preoccupazioni

Boom della cosmeticoressia: sempre più bambine ossessionate dal make-up perché spinte dai video che vedono sui social.
K-beauty, booster, skincare, eye patch e quant'altro: ormai siamo tutti esperti di cosmetica, adepti di qualche beauty influencer, acquirenti compulsivi dei trucchi più alla moda. Il fatto che i termini prima citati ci suonino così familiari è la dimostrazione di quanto il mondo della cosmetica stia riuscendo a catalizzare su di sé una fetta sempre più ampia di pubblico. Da sempre l'essere umano ha sentito l'esigenza di abbellire il proprio aspetto per una maggiore accettazione sociale. Se l'interesse per i prodotti di bellezza è antico come l'uomo, sono però cambiate le modalità con cui esso viene promosso, e l'avvento dei social media ha ampliato a dismisura l'importanza della cosmesi, spingendo le persone ad un acquisto sempre maggiore di prodotti di bellezza. Se poi si pensa che le persone destinatarie di queste campagne di marketing sono sempre più giovani, si parla di bambine e preadolescenti dai sei agli undici anni, si capisce come il fenomeno stia acquisendo dei contorni inquietanti, tanto che è già stato coniato un termine per parlare di ragazze giovanissime che imitano in tutto e per tutto la scrupolosa routine di bellezza degli adulti: la cosmeticoressia. Un termine che descrive il fenomeno per cui un numero crescente di bambine faccia uso di prodotti per la cura del viso, corpo e capelli, come sieri, maschere di bellezza e creme di vario tipo.
DespositI primi truchi già a 6 anni - Sulle piattaforme social spopolano non solo i video confezionati ad arte dalle beauty influencer per un pubblico di giovanissimi, ma anche quelli dei cosiddetti 'kids beauty influencer', ossia bambini e preadolescenti che dispensano consigli di moda e skin care ai propri giovanissimi follower, in una catena senza fine di persone sempre più ossessionate dall'argomento. Haven e Koti Garza, ad esempio, sono due sorelle gemelle dell'Oklahoma di appena nove anni che, spinte dalla propria madre-manager Andrea, condividono sui social moltissimi video dedicati alla cura della pelle e al make up. In più occasioni la madre ha rimarcato “di aver consultato dei dermatologi” prima della messa in onda di tali contenuti, ma le critiche sull'utilizzo non consapevole di prodotti di cosmesi non adatte a bambine così piccole non sono diminuite. L'account TikTok della Garza Crew vanta milioni di follower e nei loro video, tutti monetizzati, le bambine si muovono come consumate influencer affermando “di essere ossessionate dalla cura della pelle” e di avere come negozi preferiti Sephora e Ulta. Haven e Koti hanno anche raccontato di aver comprato i loro primi trucchi all'età di sei anni e di preferirli ai giocattoli. Ciò che appare spiazzante è vedere delle bambine così piccole destreggiarsi tra creme, sieri e maschere per capelli, e apparire truccate e pettinate come delle adulte anche se la mancanza degli incisivi anteriori rende ancora più scioccante il contrasto tra il loro essere bambine e il voler apparire coetanee della madre Andrea.
I Sephora Kids - L'elenco dei kids beauty influencer, potrebbe continuare citando Leticia Perez o Scarlet, bambine di neanche dieci anni che parlano di trucchi e cura della pelle e che, con le gemelle Garza e tantissimi altri bambini come loro, appartengono al gruppo dei cosiddetti 'Sephora Kids', ossia bambini della Generazione Alpha che hanno l'abitudine di utilizzare dei prodotti cosmetici per adulti, pur non essendo adatti alla loro giovanissima età, per assecondare l'interesse verso tale mercato promosso dai social media. Si tratta di un fenomeno globale che riguarda tutti quei contenuti, il cui numero continua ad aumentare esponenzialmente, nei quali le mamme parlano dei prodotti di skin care che utilizzano per loro stesse e per i propri bambini, senza differenziazione alcuna, o vi sono preadolescenti che diventano influencer parlando di trucchi e prodotti di bellezza il cui utilizzo da parte loro è del tutto fuori luogo.
InstagramIl racconto shock delle commesse di Sephora - Tempo fa il Guardian ha raccolto delle interessanti testimonianze proprio di alcune commesse di Sephora che raccontavano di bambine “con la pelle rosso pomodoro dopo aver corso in giro mettendo sul palmo della mano ogni acido che vedevano in giro” senza che i genitori “si vedessero da qualche parte” o di una madre trovata a rubare un lucidalabbra di Dior “per la figlia che era vittima di bullismo a scuola perchè non lo aveva”. Una commessa ha raccontato di “un genitore che ha chiesto per la figlia teenager “dove trovare un retinolo ed iniziare la prevenzione anti-età” mentre un'altra ha chiesto alla truccatrice presente in negozio “di ridurre con il trucco il naso della sua bambina”. Ne emerge il ritratto di una società ossessionata dai cosmetici, e di adulti non responsabili che assecondano, se non fomentano, l'ossessione per la cosmetica in ragazze sempre più giovani.
Dure critiche - È evidente come questo fenomeno ponga degli interrogativi di carattere etico e di sicurezza per la salute dei minori, tanto che in Italia l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Agcm, ha avviato due procedimenti istruttori nei confronti di Sephora Italia S.r.l. e Benefit Cosmetics LLC e LLMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l. per possibili pratiche commerciali scorrette. Ciò che viene contestato dall'Autorità è l'omissione di informazioni essenziali sul fatto che i prodotti venduti non siano destinati né siano stati testati su bambini piccoli o preadolescenti, e il fatto di organizzare campagne marketing sempre più aggressive e poco chiare, spesso sfruttando delle kids beauty influencer per far leva sul desiderio di emulazione di consumatori sempre più giovani.
InstagramUn pericolo per la slaute dei bambini - L'utilizzo di prodotti cosmetici destinati ad un pubblico adulto da parte dei bambini pone anche delle serie questioni sulla tutela della salute di questi ultimi. Davanti al fenomeno dei 'Sephora Kids', pediatri e dermatologi si sono sempre espressi in maniera negativa, sottolineando i concreti pericoli che l'uso di tali prodotti può comportare per i bambini che ne fanno uso, come irritazioni, dermatiti da contatto, alterazioni della barriera cutanea e, nei casi più gravi, anche delle interferenze endocrine. Per l'Agcm, quindi, si tratterebbe di una questione di salute pubblica dato che, come scritto dalla stessa Autorità nel proprio provvedimento, “l'uso inconsapevole, frequente e combinato di una vasta gamma di cosmetici da parte di minori potrebbe avere effetti anche dannosi sulla loro salute”. Come riportato da Green Me, il dermatologo francese Pierre Vabres, intervenuto alle Giornate Dermatologiche di Parigi 2025, ha dichiarato che “i trattamenti di bellezza estetici per i bambini con una pelle sana sono completamente inutili” dovendo, questi ultimi, limitarsi a lavare la pelle con prodotti a pH neutro. Un esame condotto dalla rivista francese 60 Milions Consommateurs su creme idratanti, maschere, lucidalabbra, e altri prodotti cosmetici venduti online o nei negozi di giocattoli, ha inoltre evidenziato un contenuto preoccupante di sostanze irritanti, allergeni e tensioattivi irritanti. In alcune marche di ombretti destinati alle bambine sono stati trovati dei coloranti sintetici e la presenza di parabeni che sarebbe bene evitare come regola generale.
InstagramL'allarme degli psicologi - Il fatto, poi, che dei bambini o dei preadolescenti inizino a far uso di prodotti estetici, anche se da tante persone viene derubricato come un innocuo passatempo, può provocare, a detta di molti esperti, dei contraccolpi di natura psicologica, spingendoli a sviluppare una vera e propria ossessione per il proprio aspetto estetico, con tutto ciò che ne consegue. Come detto a Rai News dalla dottoressa Maria Pontillo, psicoterapeuta all'Ospedale Bambino Gesù di Roma, “la cosmeticoressia si caratterizzerebbe per la ricerca compulsiva di cosmetici, utilizzati in maniera quotidiana e non adatta all'età, allo sviluppo e alla pelle delle bambine (…) Dal punto di vista psicologico, si tratta di bambine precocemente adultizzate e che inseguono un ideale di bellezza quasi irraggiungibile per cui fanno fatica ad accettare le proprie eventuali imperfezioni”. Per la dottoressa Pontillo, inoltre, questa ricerca di perfezione, stimolata soprattutto dai modelli imposti dai social media, “rende queste bambine particolarmente fragili e vulnerabili e maggiormente esposte a sviluppare problemi di natura alimentare o un disturbo ossessivo-compulsivo”. Appare quindi chiaro come la cosmeticoressia sia un problema reale che necessita di interventi mirati e consapevoli, non solo con riguardo ai contenuti dei social media, ma anche in relazione al ripristino di quell'opera di controllo ed educazione che sarebbe naturalmente demandato ai genitori se non avessero, essi stessi, lo sguardo sempre rivolto allo schermo di un cellulare.
Appendice 1
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