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RUSSIAUn gruppo di hacker dichiara guerra a dieci Paesi

16.05.22 - 19:48
Prese di mira le nazioni che supportano «nazisti e russofobi»
Keystone
RUSSIA
16.05.22 - 19:48
Un gruppo di hacker dichiara guerra a dieci Paesi
Prese di mira le nazioni che supportano «nazisti e russofobi»

MOSCA - Un attacco informatico «globale», contro i Paesi che supportano «nazisti e russofobi». Dopo aver preso di mira nei giorni scorsi diversi siti istituzionali in Italia, Germania e Polonia, gli hacker di Killnet, il collettivo filo russo che secondo diversi esperti avrebbe legami con i militari della Federazione russa, dichiarano «ufficialmente la guerra» ibrida a dieci paesi: «Le esercitazioni sono finite, la Legione è pronta».

Tra questi ci sono gli Stati Uniti, la Germania e il Regno Unito. E poi ancora la Lettonia, la Lituania, l'Estonia, la Romania, la Polonia, l'Ucraina. L'attacco all'Italia è servito a lanciare la nuova campagna, con gli hacker che nella notte hanno preso di mira il sito della Polizia, cominciandolo a bersagliare di richieste di accesso fino al punto da mandarlo in down per alcune ore.

Un'azione non a caso: 24 ore prima la Polizia italiana aveva annunciato di aver sventato una serie di attacchi informatici provenienti dall'estero ad Eurovision. Gli hacker di"Legion", una propaggine di Killnet, hanno provato più volte a bucare la piattaforma telematica dell'evento, senza però riuscirci.

Oggi è arrivata la risposta degli hacker. «Per i media stranieri - si legge su un canale Telegram del collettivo - Killnet ha attaccato Eurovision ed è stato bloccato dalla polizia italiana. Ma Killnet non ha attaccato Eurovision. Oggi, invece, dichiariamo ufficialmente guerra a 10 paesi, inclusa la polizia italiana. A proposito il tuo sito ha smesso di funzionare: perché non è stato fronteggiato l'attacco come per l'Eurovision?».

L'attacco non ha provocato danni alle infrastrutture ma si è limitato a saturare le connessioni e ha comportato prima un blocco e poi un rallentamento del sito. I tecnici della Polizia e gli specialisti del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipc) della Polizia Postale, sono riusciti a limitare gli accessi e a ripristinarne la funzionalità.

Il Csirt, il team di risposta dell'Agenzia per la cybersicurezza, ha sottolineato che a differenza dei più comuni attacchi di tipo volumetrico (quelli cioè che puntano a saturare la capacità di banda attraverso l'invio di enormi quantità di traffico) gli hacker hanno utilizzato una banda limitata e per questo sono passati inosservati ai sistemi di protezione comunemente utilizzati.

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