La voce delle donne zittita dai kalashnikov

Alle manifestanti, che chiedono il riconoscimento dei propri diritti, i talebani hanno risposto sparando al cielo
KABUL - Promesse e proiettili sparati in aria. In attesa della formazione di un nuovo governo in Afghanistan, le milizie talebane non paiono andare propriamente a braccetto con quegli slogan di apertura e inclusività che sembravano annunciare un nuovo corso per gli “studenti coranici".
Prima venerdì e poi ieri, gruppi di donne sono scesi nelle strade di Kabul per rivendicare i propri diritti, chiedendo ai nuovi governanti del Paese un trattamento equo. Ma in risposta le milizie talebane hanno soffocato le richieste, scaricando le proprie armi verso il cielo per disperdere la folla. E questo nonostante le rassicurazioni in merito pronunciate ieri dai vertici talebani.
La settimana prossima dovrebbe essere quella decisiva per l'annuncio del nuovo esecutivo afghano. Le forze talebane si sono fatte strada ormai fino nel Panshir. E un annuncio ufficiale, stando alle anticipazioni riportate da alcuni media locali, è atteso «a breve».




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!