Keystone
SVEZIA
23.05.2021 - 08:350
Aggiornamento : 19:30

Greta Thunberg: «La pandemia è figlia di quello che mangiamo»

Allevamento intensivo e deforestazione all'origine dei nuovi virus, secondo l'attivista svedese: «È tutto collegato»

STOCCOLMA - «Abbiamo rotto il nostro rapporto con la natura», e per questo è nato il coronavirus. Non si è risparmiata, come al solito, Greta Thunberg che in un video postato sabato su Twitter ha collegato il modo con cui produciamo il nostro cibo alla pandemia e, ovviamente, all'emergenza climatica.

L'allevamento intensivo, unito alla deforestazione, non porta solo a danni ambientali ma è anche l'origine di virus mutati potenzialmente pandemici. Come quello del coronavirus.

Una tesi, questa, già sostenuta da diversi studi ed esperti. La tesi più accreditata per quanto riguarda il Covid, infatti, è quella che provenga da un pipistrello e sia giunto all'uomo attraverso un “salto“ attraverso un altro animale.

Se si pensa agli ultimi anni, tutti le nuove malattie potenzialmente pandemiche (dall'aviaria, passando per la suina e anche la mucca pazza), arrivano proprio dagli animali e dal loro allevamento intensivo.

«Quella del clima e quella sanitaria sono due emergenze che sono collegate», spiega Thunberg che ha un po' modificato il messaggio rispetto al passato, non attaccando gli esponenti politici ma proponendo problemi più ampi e possibili soluzioni.

Una di queste è passare a una dieta vegetariana e/o vegana che è già fortemente di tendenza, con diverse aziende impegnate nella realizzazione di alternative proteiche alla carne.

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