Terzo bambino morto schiacciato da un mobile Ikea
L'azienda svedese spiega che i clienti erano stati avvisati con il manuale di istruzioni e attraverso una campagna di sensibilizzazione
NEW YORK - Le avvertenze, chiaramente riportate sul manuale di istruzioni, non sono state sufficienti. Un bambino americano è morto nel mese di febbraio schiacciato da un mobile Ikea. È la terza volta che la cassettiera della linea "Malm" è coinvolta in una tragedia simile. Ted McGee, di 22 mesi, è morto in Minnesota dopo che il mobile gli è caduto addosso. La madre, Janet, ha spiegato al "Philadelphia Inquirer" che aveva messo il suo bambino a riposare e che lo controllava ogni venti minuti, tutto andava bene. Ma tornando ancora una volta nella stanza, ha trovato il figlio sotto il mobile.
L’agenzia governativa indipendente per la difesa dei consumatori ha aperto un'inchiesta. L'anno scorso, il gigante svedese aveva comunque già messo in guardia i propri clienti circa i pericoli della sua gamma "Malm", disponibile in tutto il mondo, così come in Svizzera. Due bambini piccoli erano già morti schiacciati dalla cassettiera che non era stata fissata contro un muro. Nel febbraio 2014 è deceduto Curren Collas, di 2 anni. Tre mesi dopo è stato travolto un bambino di 23 mesi.
Dopo questi due drammi, Ikea ha lanciato una vasta campagna di sensibilizzazione e ha offerto ai propri clienti un fissaggio gratuito per evitare nuove tragedie. Un portavoce dell’azienda ha anche detto che, nel caso di Ted McGee, il mobile non era stato fissato contro il muro, mentre il manuale di istruzioni consiglia fortemente di farlo. Il colosso svedese ha aperto un'inchiesta. L’avvocato di McGee ha da parte sua detto che la famiglia della piccola vittima non era consapevole del fatto che Ikea avesse lanciato una campagna di sensibilizzazione. «Da decenni chiediamo di fare attenzione, il fissaggio contro il muro è una fase spiegata nel manuale d’istruzione», ha spiegato il gruppo.




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