FRANCIA
23.02.2016 - 16:250

Caso Abu Omar: Strasburgo critica le tre "grazie" accordate agli 007 americani

I giudici di Strasburgo hanno stabilito che l'Italia ha violato l'articolo 3 della Convenzione dei diritti umani, che stabilisce che nessuno può essere sottoposto a tortura e maltrattamenti

STRASBURGO - Nella condanna inflitta dalla Corte europea dei diritti umani all'Italia per il caso Abou Omar c'è anche un passaggio relativo alla grazia che due Presidenti della Repubblica, Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, hanno accordato a tre americani condannati per l'operazione di 'extraordinary rendition' di Abu Omar.

I giudici di Strasburgo hanno stabilito che l'Italia ha violato l'articolo 3 della Convenzione dei diritti umani, che stabilisce che nessuno può essere sottoposto a tortura e maltrattamenti, sotto il profilo procedurale a causa "dell'impunità derivante dall'atteggiamento dell'esecutivo e del presidente della Repubblica".

Nella sentenza della Corte gli inquilini del Quirinale non sono mai indicati con nome e cognome, ma sono invece riportati i dettagli delle grazie che hanno concesso.

Le tre grazie sono quelle accordate nell'aprile del 2013 al colonnello Joseph Romano (capo della sicurezza americana della base d'Aviano - da dove è partito l'aereo con abbordo Abu Omar), e quelle del 23 dicembre 2015 a favore di Robert Seldon Lady, capo della Cia di Milano, e di Betnie Medero.

Le tre grazie concesse dai Presidenti della Repubblica, cosi come anche l'uso del segreto di Stato e la mancata richiesta di estradizione degli americani condannati per il sequestro di Abu Omar, secondo i principi della Corte hanno violato l'articolo 3 della Convenzione, perché non hanno permesso l'esecuzione della condanna dei responsabili.

Da ricordare c'è il fatto che i tre americani non sono mai stati arrestati e si trovavano - anche ai tempi delle grazie - negli Stati Uniti. L'esecuzione delle pene inflitte, scrive la Corte è "un elemento essenziale per preservare l'effetto dissuasivo del sistema giudiziario e il ruolo che questo è tenuto a esercitare nella prevenzione delle violazioni al divieto di sottoporre chiunque a maltrattamenti".

Per questo la Corte ha stabilito che "in materia di tortura e maltrattamenti inflitti da agenti dello Stato, l'azione penale non può esaurirsi per effetto della prescrizione, e che l'amnistia e la grazia non devono essere tollerati in questi casi".

 


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