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STATI UNITI/IRAN

Via il personale dalle ambasciate: crescono i timori di un attacco USA

Segnali preoccupanti arrivano da Washington, che invita il personale diplomatico a rientrare in patria. Dopo il flop dei colloqui, anche Francia, Cina, Gran Bretagna e Australia richiamano il loro personale.
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Fonte ats
Via il personale dalle ambasciate: crescono i timori di un attacco USA
Segnali preoccupanti arrivano da Washington, che invita il personale diplomatico a rientrare in patria. Dopo il flop dei colloqui, anche Francia, Cina, Gran Bretagna e Australia richiamano il loro personale.

WASHINGTON/TEHERAN - C'è aria di guerra. Dopo Cina, Australia, Stati Uniti, Francia, anche il governo britannico ritira i suoi diplomatici dall'Iran. Il governo britannico ha annunciato infatti «il ritiro temporaneo» del suo personale dall'Iran, «per ragioni precauzionali legate alle tensioni fra Teheran e Washington».

A causa della situazione attuale - si legge in una nota del Foreign Office - «abbiamo messo in atto la misura precauzionale di un ritiro temporaneo del personale del Regno Unito dall'Iran. La nostra ambasciata continua a operare da remoto»

Il timore di un attacco americano all'Iran cresce. Anche nei Paesi dell'area che potrebbero essere interessati dal conflitto e diventare dei bersagli, come ad esempio Israele. La mail con cui ad esempio l’ambasciatore americano a Tel Aviv Mike Huckabee invita lo staff a lasciare il Paese è qualcosa di più un gesto precauzionale. «Chi desidera lasciare il paese deve farlo oggi» è il messaggio rilanciato dai media americani.

Da Washington infatti era arrivata la comunicazione con cui si consigliava «la partenza del personale diplomatico non di emergenza e dei familiari dei funzionari governativi dalla missione diplomatica in Israele».

Ma c'è anche un altro fronte, meno visibile, ma altrettanto rilevante: la possibilità di studiare da vicino i movimenti militari statunitensi in uno scenario di crisi reale. In questo contesto si inserisce MizarVision, società cinese di analisi di intelligence commerciale attiva dal 2021, che da circa due anni monitora e diffonde sui social immagini satellitari delle forze armate americane.

Negli ultimi mesi l'attività si è intensificata per frequenza e precisione. Di recente l'azienda ha mappato la portaerei Uss Gerald R. Ford, la più grande al mondo, partita dalla base Nato di Souda, a Creta, e diretta verso Israele. Le immagini non si limitano alle unità navali. Sono stati mostrati undici caccia F-22 Raptor schierati nella base israeliana di Uvda, ventidue velivoli militari nella base saudita di Prince Sultan e un significativo accumulo di forze sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano.

Una dimostrazione di capacità tecnologica che consente a Pechino di monitorare quasi in tempo reale asset di alto valore, comprese le forze Usa dislocate nelle basi alleate da cui potrebbe partire un'eventuale operazione contro Teheran, nonostante le resistenze di alcuni Paesi della regione.

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