IRANLa sorella della Guida suprema attacca il fratello

07.12.22 - 16:41
Badri Hossein Khamenei fa sentire la sua voce in favore delle proteste che stanno infiammando il Paese da settimane. 
AFP
La sorella della Guida suprema attacca il fratello
Badri Hossein Khamenei fa sentire la sua voce in favore delle proteste che stanno infiammando il Paese da settimane. 

TEHERAN - «Sto con le madri in lutto e le donne iraniane. Le guardie rivoluzionarie e i mercenari di Ali Khamenei depongono le armi e si uniscano al popolo, prima che sia troppo tardi». Queste le parole della sorella della Guida suprema della Repubblica Islamica, Ali Khamenei, in una lunga lettera pubblicata questa mattina sull’account Twitter. 

Un grido per dissociarsi dalle atrocità del regime del fratello. Un rapporto già rotto da anni, ma che ora riceve un ulteriore strappo. «Il regime della Repubblica islamica non ha portato altro che sofferenza e oppressione per l'Iran e gli iraniani. Il popolo dell'Iran merita libertà e prosperità e la loro insurrezione è legittima e necessaria per ottenere i loro diritti». 

Una crepa all’interno della famiglia che non si limita solo alla sorella. Anche la figlia di Badri Khamenei, Farideh, fin dall’inizio delle proteste, ha sostenuto i manifestanti. Farideh si trova infatti ora in carcere a Evin a Teheran. Il marito invece, deceduto di recente, era stato condannato agli arresti domiciliari per aver criticato il regime. «Come mio dovere di essere umano, molte volte ho portato la voce del popolo alle orecchie di mio fratello. Ma dopo aver visto che non ascoltava ho interrotto il mio rapporto con lui», spiega Badri.

La sorella accusa il fratello di non ascoltare la voce del popolo iraniano. «Ascolta invece erroneamente la voce dei suoi mercenari e dei suoi finanziatori come la voce del popolo iraniano. Merita lui le parole irrispettose e impudenti che usa per descrivere il popolo iraniano oppresso, ma coraggioso».

«Che la giusta lotta del popolo per raggiungere la libertà e la democrazia si realizzi il prima possibile», ha concluso.

COMMENTI
 
F/A-19 2 mesi fa su tio
Ai tempi dei regnanti francesi che tenevano il popolo alla fame mentre loro passavano il tempo nei loro castelli vennero tutti giustiziati, beh, in Iran succederà più o meno la stessa cosa, i tempi sono maturi.
centauro 2 mesi fa su tio
Ma speriamo che sarà così, sarebbe necessario il contributo di una parte delle elite che possono in qualche modo promuovere a livello nazionale importanti manifestazioni contro il regime, anche ricorrendo alla violenza contro i dittatori.
Johnnybravo 2 mesi fa su tio
Bravissima 👍Quelli che rendono impossibili le rivoluzioni pacifiche rendono le rivoluzioni violente inevitabili. (John Fitzgerald Kennedy)
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