Keystone
Un cane soccorso da un gruppo di attivisti, dal festival di Yulin, nel 2017.
CINA
23.06.2020 - 06:130
Aggiornamento : 06:47

Parte il festival della carne di cane, gli attivisti: «Speriamo per l'ultima volta»

La Humane Society International vuole porre fine alla fiera di Yulin, definita una «crudeltà»

YULIN - Il noto festival della carne di cane di Yulin è partito domenica, introducendo 10 giorni di fiera nel quale verranno ingabbiati, macellati e venduti migliaia di animali selvatici e domestici, tra cui cani e gatti.

Il festival, con cadenza annuale, ha luogo nella città sudoccidentale di Yulin e attira di solito migliaia di visitatori. Quest'anno invece i numeri sono significativamente diminuiti, accendendo la speranza del gruppo per i diritti degli animali, Humane Society International (HSI), che l'edizione di quest'anno possa essere l'ultima.

Comunque, gli organizzatori dell'evento hanno per ora ignorato l'impegno del Governo cinese, che sta spingendo per scoraggiare la pratica del consumo di animali domestici e selvatici. Ma la tendenza nei prossimi anni sarà tutta da vedere.

«Spero che sarà così» ha commentato Peter Li, specialista di politica cinese dell'associazione. «Oltre che per il bene degli animali, anche per la salute e la sicurezza della gente locale». Infatti, un simile assembramento di massa in cui si commercia e consuma una tale quantità di carne rappresenta un rischio per la salute pubblica, in questi tempi caratterizzati dal coronavirus.

Le discussioni sull'origine del Covid-19, legate al mercato di Wuhan, hanno spinto il Governo cinese a rivalutare il proprio rapporto con gli animali, e il commercio di animali selvatici ne sta subendo le conseguenze. E così, in aprile, Shenzhen è diventata la prima città cinese a vietare il consumo di carne di cane, poi seguita da Zhuhai.

Il Ministero dell'agricoltura ha anche deciso di classificare i cani come animali domestici, di compagnia, piuttosto che come bestiame, anche se non è ancora chiaro come la riclassificazione influenzerà il destino del festival di Yulin.

«Speriamo che le città di Shenzhen e Zhuhai abbiano iniziato una tendenza, e che la dichiarazione del Governo nazionale che i cani sono compagni piuttosto che bestiame fornisca un ulteriore incentivo ad altre città per seguire il loro esempio», ha concluso Li.

L'attivista dell'HSI Jenifer Chen, che quest'anno si è recata per la prima volta a Yulin, si è dichiarata scioccata per ciò che ha visto: «Non potevo credere che questi cuccioli amichevoli e innocenti sarebbero stati uccisi per cibo» si legge in un comunicato del gruppo. «La gente spesso pensa che queste scene orribili siano normali per la maggior parte dei cinesi, ma non è vero. Come ha detto il governo cinese, questi cuccioli sono compagni, non bestiame, e città come Yulin dovrebbero mettere in pratica queste parole e porre fine a questo vergognoso commercio di carne di cane».

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-09-27 02:31:24 | 91.208.130.86