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DAL MONDO
29.04.2020 - 19:030

Covid-19, ecco il punto sui vaccini

Ce ne sono 90 in fase di sviluppo. La rivista Nature li ha passati in rassegna

LONDRA - Oltre 90 possibili vaccini contro il Covid-19 sono in fase di sviluppo in tutto il mondo, usando diverse tecnologie, alcune delle quali mai provate prima. Complessivamente sono otto le strategie seguite nel mondo a tale scopo e almeno sei gruppi di ricerca hanno già iniziato i test di sicurezza nell'uomo, mentre altri sugli animali. A fare il punto è la rivista Nature.

Di base tutti i vaccini espongono il corpo ad un antigene che non causa la malattia, ma provoca una risposta immunitaria capace di bloccare o uccidere il virus se la persona viene contagiata. Almeno sette gruppi di ricerca stanno lavorando a vaccini usando il virus Sars-Cov-2 in forma indebolita o inattivata. Molti di quelli esistenti funzionano così, come quello contro morbillo e polio, ma richiedono parecchi test di sicurezza.

Un'altra strategia, tentata da 25 gruppi di ricerca, è quella dei vaccini con vettori virali. Un virus, come quello del morbillo o l'adenovirus (in forma indebolita, per non causare la malattia), viene cioè geneticamente programmato per produrre le proteine del coronavirus nel corpo. Ce ne sono di due tipi: quelli che possono replicarsi all'interno delle cellule e quelli che non riescono a farlo perché i loro geni chiave sono stati disattivati.

Poi ci sono i vaccini che usano materiale genetico. Almeno 25 gruppi di ricercatori stanno usando istruzioni genetiche (sotto forma di Dna o Rna) per una proteina di coronavirus che induce una risposta immunitaria. Il materiale genetico viene inserito nelle cellule umane, che producono in serie copie della proteina del virus.

L'altra strada che si è percorsa è quella dei vaccini basati sulle proteine. Molti ricercatori vogliono iniettare direttamente nell'organismo le proteine del coronavirus, o loro frammenti o del loro involucro che imita il rivestimento esterno del virus. Le aziende invece lavorano partendo da piccoli studi su animali e persone, seguiti da studi più vasti per determinare se il vaccino genera una risposta immunitaria. Passaggi che si sta cercando di accelerare, per avere un vaccino pronto in 18 mesi.


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