Politica d’asilo temporanea: «Quali margini ha il Ticino?»

Un'interrogazione di Natalia Ferrara (prima firmataria) chiede al Consiglio di Stato di considerare un cambio di paradigma per alleggerire la gestione del settore
BELLINZONA - La crescente pressione sul sistema d'asilo torna sul tavolo del Consiglio di Stato, interrogato sui margini di cui il Ticino dispone in materia di politica d'asilo temporanea e orientata al rimpatrio.
A sollecitare l'esecutivo è Natalia Ferrara, prima firmataria. «Il numero di persone richiedenti l’asilo, la durata delle procedure, le difficoltà nell’esecuzione dei rimpatri e l’onere crescente per assistenza, alloggio, integrazione e sicurezza gravano in primo luogo sui Cantoni e sui Comuni», si legge nell'atto parlamentare.
«Una politica d’asilo maggiormente orientata alla temporaneità della protezione e al ritorno effettivo delle persone non più bisognose di protezione potrebbe contribuire ad alleggerire in modo sostanziale questo carico e a preservare al contempo il centrale carattere umanitario dell’asilo. Un sistema che funziona meglio, che permette di aiutare chi ne ha bisogno senza gravare eccessivamente su chi vive stabilmente in un luogo rende il sistema stesso non solo più credibile ma anche più stabile nel tempo», proseguono Ferrara e co-firmatari, che citano la proposta a livello federale contenuta nella mozione "Protezione sì - ma temporanea: cambiamento di paradigma nella politica d’asilo svizzera sul modello danese", presentata dal consigliere nazionale Alex Farinelli.
Al Consiglio di Stato viene quindi chiesta una valutazione della suddetta mozione e se ritiene che «un riorientamento della politica federale d’asilo in questo senso vada nella direzione degli interessi del Cantone Ticino». Inoltre, «quali principali effetti si aspetta da una politica più orientata alla temporaneità dello statuto di protezione» e «quali sono i principali margini di manovra» oggi a disposizione del Cantone.
Guardando poi a Berna, «in che modo il Consiglio di Stato intende far valere la posizione del Canton Ticino nell’ambito delle consultazioni federali» ed è «disposto a impegnarsi, in seno alla Conferenza dei Governi cantonali (CdC) e alla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CCJPD), a favore di una posizione comune dei Cantoni che chieda una politica d’asilo più chiaramente orientata alla temporaneità della protezione e al rimpatrio effettivo?». Parola al Governo.



