«Quattro anni non bastano più. Ne servono cinque»

Un'iniziativa parlamentare di Paolo Ortelli propone di allungare la durata delle legislature: «La costruzione di convergenze stabili risulta oggi sensibilmente più complessa rispetto al passato»
BELLINZONA - Quattro anni non bastano più. La durata della legislatura ─ a tutti i livelli ─ va quindi estesa a cinque anni. È quanto chiede una proposta di modifica costituzionale presentata da Paolo Ortelli (e sottoscritta da Simona Genini, Fabio Schnellmann e Maruska Ortelli).
«Negli ultimi decenni il sistema politico ha conosciuto una progressiva frammentazione della rappresentanza. Le grandi appartenenze politiche tradizionali si sono indebolite, il numero degli attori politici è aumentato, la volatilità elettorale è cresciuta e la costruzione di convergenze stabili risulta oggi sensibilmente più complessa rispetto al passato. Tale evoluzione non riguarda unicamente il Ticino, ma assume nel nostro sistema istituzionale caratteristiche particolarmente rilevanti», si legge nell'iniziativa parlamentare.
Secondo gli iniziativisti, in un contesto come quello attuale, «una legislatura di durata relativamente breve contribuisce inevitabilmente ad alimentare una logica di campagna elettorale permanente» e «ne deriva una situazione nella quale il sistema politico rischia di disporre di un orizzonte operativo troppo limitato rispetto alla crescente complessità delle sfide che le istituzioni sono chiamate ad affrontare». E si parla di dossier strategici, riforme complesse e politiche pubbliche di medio periodo che «richiedono oggi tempi più lunghi rispetto al passato».
Come detto, la proposta riguarda tutti i livelli. «Tali considerazioni valgono non soltanto per le istituzioni cantonali, ma in misura crescente anche per i Comuni. Negli ultimi anni gli enti locali sono stati confrontati con un sensibile aumento della complessità amministrativa, normativa e gestionale». E poi c'è la questione della politica di milizia che «incontra crescenti difficoltà operative. La pressione comunicativa permanente, l’aumento della complessità tecnica dei dossier e la frequenza ravvicinata degli appuntamenti elettorali rischiano di rendere sempre più difficile la disponibilità all’impegno pubblico, tanto a livello cantonale quanto a livello comunale».
La proposta, si legge nel testo dell'iniziativa, non mira a ridurre il controllo democratico sulle autorità di Cantone e Comuni. «La durata quinquennale della legislatura rappresenta del resto una soluzione ampiamente diffusa in numerosi sistemi democratici europei e costituisce un equilibrio ragionevole tra esigenza di legittimazione democratica e necessità di efficacia istituzionale. In una fase storica caratterizzata da crescente complessità decisionale, da forte accelerazione comunicativa e da crescente frammentazione politica, appare opportuno interrogarsi sulla capacità delle istituzioni cantonali e comunali di continuare a operare efficacemente entro scansioni temporali concepite in un contesto profondamente diverso da quello attuale».



