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Nomine illegittime, nessun ricorso «per non prolungare l'incertezza»

La direttrice del DECS, rispondendo a due interpellanze, ha chiarito nel dettaglio i motivi per cui il governo ha deciso non ricorrere al Tribunale federale contro l'annullamento delle nomine
Ti-Press
Nomine illegittime, nessun ricorso «per non prolungare l'incertezza»
La direttrice del DECS, rispondendo a due interpellanze, ha chiarito nel dettaglio i motivi per cui il governo ha deciso non ricorrere al Tribunale federale contro l'annullamento delle nomine

BELLINZONA - «Sono dispiaciuta per quanto accaduto. In primis, evidentemente, per le due persone coinvolte e per le persone loro vicine. Ma anche, più in generale, per tutte e tutti coloro che direttamente o indirettamente sono stati coinvolti». Le due persone, a cui si è riferita la consigliera di Stato Marina Carobbio prendendo la parola nell’aula parlamentare per rispondere a due interpellanze - una di Giuseppe Sergi (MPS) e l’altra di Fiorenzo Dadò (il Centro) - sono i due funzionari le cui nomine sono state, per due volte, ritenute illegittime e annullate dal Tribunale amministrativo cantonale.

Decisioni di nomina che sono definitivamente annullate. Contro la sentenza del TRAM, nel frattempo cresciuta in giudicato, il governo ha infatti deciso di non presentare ricorso al Tribunale federale e di annullare il bando di concorso, pubblicato nel marzo 2024. Mentre «il nuovo concorso per la conduzione della Sezione» dell’insegnamento superiore (SIMS) «avverrà prossimamente».

Ma perché - «per trasparenza e per ottenere il massimo parere autorevole», citando la domanda posta da Dadò - si è deciso di non ricorrere al Tribunale federale? «Principalmente per due motivi - ha sottolineato la direttrice del DECS - tenuto conto anche dell'indicazione dei servizi giuridici del Consiglio di Stato, che hanno evidenziato ostacoli sia di natura procedurale sia di giurisprudenza del TF che avrebbero reso esigue le possibilità di accoglimento del ricorso. E per non prolungare ulteriormente il periodo di incertezza sulla legittimità formale della conduzione della SIMS, che perdurava già da oltre un anno e mezzo».

Da qui, la scelta di rinunciare al bando di concorso in favore di un nuovo bando, «nell’interesse pubblico generale e per assicurare da subito una maggiore legittimità e stabilità» alla conduzione della Sezione.

Le procedure d'assunzione «non sono in discussione»
Nel merito delle conseguenze e delle implicazioni sulle procedure di selezione, Carobbio respinge invece che il singolo caso possa metterle in discussione nel complesso. «Le sue conseguenze restano circoscritte al caso specifico, poiché il rispetto dei requisiti stabiliti dal bando costituisce il fondamento della procedura di selezione e delimita chiaramente il margine di apprezzamento dell'autorità di nomina».

Per quanto riguarda invece i due funzionari toccati personalmente dalla vicenda, come noto, il Consiglio di Stato ha formulato loro una «proposta per dare continuità alla loro attività in seno all'Amministrazione cantonale», senza però scendere nei dettagli più personali. Il governo, ha detto Carobbio, «è consapevole delle proprie responsabilità in qualità di autorità di nomina. Le persone nominate in buona fede dal Consiglio di Stato hanno legittimamente e regolarmente deciso di partecipare a un concorso pubblico. Non hanno commesso alcun illecito e non hanno pertanto alcuna colpa e alcuna responsabilità, né riguardo alle decisioni di nomina, né riguardo alle sentenze con cui il TRAM ha annullato per due volte le loro nomine. Il Consiglio di Stato, consapevole e dispiaciuto della situazione professionale e umana a cui le persone nominate si sono loro malgrado trovate confrontate»

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