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CANTONE
07.06.2018 - 11:050
Aggiornamento : 13:01

Qualità dell'aria, il Cantone punta sui veicoli elettrici

Il 2017 è stato peggiore rispetto al 2016, ma negli ultimi 20 anni il trend è positivo. Il Cantone "offre" 2'000 franchi a chi compra un veicolo elettrico e 500 a chi installa una stazione di ricarica

BELLINZONA - La qualità dell’aria in Ticino non è poi così male. Resta diverso lavoro da fare ma si è sulla buona strada.  È questo il succo della conferenza stampa indetta dal Dipartimento del territorio per presentare il relativo Rapporto che si è tenuta stamattina a Bellinzona.

Il 2017 è stato peggiore rispetto al 2016 per quanto riguarda il superamento limiti di diossido di azoto, «ma non stiamo andando verso la catastrofe», assicura il direttore del DT Claudio Zali. Il trend degli ultimi 20 anni - il confronto fra un anno e l’altro è sempre complicato - è infatti comunque positivo, grazie soprattutto al rinnovo del parco veicoli, alla diminuzione dei veicoli diesel e al maggior utilizzo dei mezzi pubblici. L’aumento generale del traffico agisce invece come forza controcorrente.

Anche per gli altri indicatori della qualità dell’aria citati - ozono e polveri fini - i limiti non sempre vengono rispettati, ma in questi casi subentrano variabili indipendenti come la meteo o l’inquinamento “importato”. Anche qui il trend è in ogni caso positivo.

Dito puntato sugli impianti stazionari - Per far in modo che i limiti vengano superati con meno frequenza è stato anche aggiornato il Piano di risanamento dell’aria, ora incentrato soprattutto sulla riduzione delle emissioni degli impianti stazionari. Per questo sono state inasprite alcune basi legali e proposte 12 misure: nove che riguardano appunto economie domestiche, industria e agricoltura, due le emissioni dei veicoli e una l’inquinamento transfrontaliero.

Promozione della mobilità elettrica - Il Dipartimento del territorio non dimentica comunque i veicoli, incentivando la mobilità elettrica, «utopica per i lunghi viaggi, realistica per i piccoli spostamenti». Per questo richiede un credito quadro di 3 milioni di franchi: 2,5 destinati agli incentivi all’acquisto di veicoli totalmente elettrici e mezzo milione per incentivi all’installazione delle stazioni di ricarica a domicilio e presso i datori di lavoro.

«L’obiettivo è raddoppiare con 1.000-1.200 unità il numero di automobili totalmente elettriche immatricolate in Ticino e di 1.000 unità le stazioni di ricarica domestica», ha spiegato Zali. «L’ammontare degli incentivi non verrà calcolato attraverso complicate tabelle», ha poi aggiunto il consigliere di Stato. Chi deciderà di acquistare un’auto elettrica beneficerà di un contributo di 2’000 franchi, con uno sconto di pari entità concesso dagli importatori, per un contributo totale di 4'000 franchi, chi installerà una stazione di ricarica riceverà 500 franchi.

Commenti
 
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Tato50 3 anni fa su tio
Bene; quelli non elettrici li fermiamo al portale nord del Gottardo !!!
cambiamainagota 3 anni fa su tio
quando leggo questi articoli mi chiedo se ci stanno prendendo per i fondelli. La nostra vicina Italia, tanto bistrattata, sussidia il 50% degli impianti fotovoltaici....qui per un impianto da oltre 20'000 frs si ricevono 4-5000 frs. Se si acquista un' auto elettrica (costo minimo 25000-30000 frs per una Zoe) si ricevono 2000 frs di sussidi. Siamo ridicoli, si volesse realmente "spingere" per migliorare le condizioni dell' aria minimo bisognerebbe finanziare il 50% dell' investimento del privato. Sono curioso di vedere quando ci avvicineremo al 2030 come faranno ad "obbligare" il privato a ristrutturare la propria vecchia casa per raggiungere gli obbiettivi di energia pulita 2030.....
miba 3 anni fa su tio
Alias come mettere un cerotto (misure del Cantone) ad una falla tipo quella della Costa Concordia....

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