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26.04.2018 - 15:350

Malagestione dei reperti: «Attendiamo la macchina del tempo»

Secondo il Governo lo stato del patrimonio archeologico non preoccupa. Quadranti però non è soddisfatto delle risposte dell’Esecutivo: «Si sacrifica la nostra cultura»

BELLINZONA - Le risorse attualmente destinate alla conservazione del patrimonio archeologico ticinese sono «proporzionate» alla situazione finanziaria dello Stato.

È quanto afferma il Consiglio di Stato, che ha risposto ieri ad un’interrogazione presentata lo scorso 5 febbraio da Matteo Quadranti (primo firmatario) e altri dieci deputati, rigettando la richiesta - perché «in netto contrasto con quanto richiesto dal parlamento» in ottica di contenimento dei costi - di introdurre la funzione di un “conservatore”.

Una risposta che non ha però soddisfatto Quadranti, in particolare in merito al fatto che il preoccupante stato di conservazione si limiti "solamente «a circa 2000 oggetti in ferro» (pari al 30% dei reperti in questo materiale).

«La cultura e la memoria storica “nostra” possono essere sacrificate facendo riferimento a misure di risanamento che risalgono a prima degli ultimi consuntivi», critica il deputato PLR, che poi prosegue: «Forse nell’era del consumismo si pensa che tanto se ne fabbricheranno altri, basterà attendere che la tecnica realizzi una macchina del tempo».

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