CANTONE
05.02.2018 - 09:260

Reperti in rovina: «Ci serve un conservatore?»

Matteo Quadranti interroga il Consiglio di Stato in merito alla malagestione del patrimonio archeologico ticinese

BELLINZONA - La malagestione del patrimonio archeologico ticinese è al centro di un’interrogazione presentata al Consiglio di Stato dal deputato Matteo Quadranti e cofirmatari (Tamara Merlo, Nicola Pini, Sara Beretta Piccoli, Franco Celio, Raul Ghisletta, Giovanna Viscardi, Massimiliano Ay, Germano Mattei, Matteo Pronzini e Paolo Pagnamenta), che sottolineano come la problematica abbia quale «conseguenza diretta la perdita del patrimonio culturale del nostro passato».

A pesare sulla situazione, rilevano gli interroganti, sarebbero in particolare «i tagli finanziari» degli ultimi anni e, soprattutto, la mancanza della figura di un «conservatore», presente invece in altri cantoni. Elementi che hanno spinto il deputato liberale radicale a chiedere al Governo di valutare la possibilità di introdurre tale figura o, quanto meno, di «assicurare all’Ufficio dei Beni culturali i mezzi necessari alla corretta gestione dei reperti mobili».

Le domande al Consiglio di Stato

  • A quanto ammontano i tagli negli ultimi 10 anni in termini finanziari e di risorse di personale nel settore dei Servizio Archeologico e dei Beni Culturali?
  • Quale è lo stato effettivo di conservazione di tutti i reperti?
  • Non ritiene il Consiglio di Stato di dover introdurre la funzione del “Conservatore” o di quanto meno assicurare all’Ufficio dei Beni culturali i mezzi necessari alla corretta gestione dei reperti mobili?
  • Quali sono le linee guida e le intenzioni reali del Governo circa la futura politica di conservazione e promozione del patrimonio archeologico ticinese?
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