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Vuole tornare in Ticino, ma la burocrazia glielo nega. Tutta colpa di un diploma

L’Odissea di una ticinese per il riconoscimento del diploma di igienista dentale conseguito negli Stati Uniti: tra le richieste, un esame attitudinale ancora da creare ad hoc. «Tempi? Oltre un anno».
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Vuole tornare in Ticino, ma la burocrazia glielo nega. Tutta colpa di un diploma
L’Odissea di una ticinese per il riconoscimento del diploma di igienista dentale conseguito negli Stati Uniti: tra le richieste, un esame attitudinale ancora da creare ad hoc. «Tempi? Oltre un anno».

LUGANO - «Voglio tornare a casa ma non posso». La ragione? «Il processo di riconoscimento del mio diploma è diventato un’Odissea». È quanto racconta Anna*, igienista dentale nata e cresciuta in Ticino, che dopo dieci anni di formazione e lavoro negli Stati Uniti si trova oggi confrontata con non poche difficoltà nel far riconoscere il proprio titolo in Svizzera.

«Sono molto preoccupata - spiega Anna a Tio.ch -. Ho avviato la procedura di riconoscimento quasi un anno fa e finora si è rivelata estremamente confusa». Dopo aver frequentato tutte le scuole obbligatorie in Ticino, ottenuto un AFC come assistente dentale e una maturità socio-sanitaria, Anna aveva scelto di formarsi negli Stati Uniti su consiglio dei docenti, in un periodo in cui in Ticino non esistevano percorsi specifici. Non immaginava però che, al suo rientro, il diploma non sarebbe stato pienamente riconosciuto.

Un esame attitudinale creato ad hoc
La procedura è gestita dalla Croce Rossa Svizzera. «Una volta completato il dossier, mi è stato indicato un tempo massimo di quattro mesi per la decisione di riconoscimento. Nel mio caso, però, sono serviti quasi sei mesi, al termine dei quali ho ricevuto un riconoscimento solo parziale». La motivazione riguarda la differenza nella durata della formazione: tre anni in Svizzera contro due negli Stati Uniti.

Per ottenere il riconoscimento completo, Anna dovrà sostenere un esame attitudinale presso una scuola di igiene dentale a Ginevra. Un esame che, tuttavia, al momento non esiste ancora. «Dovrebbe essere creato appositamente per me, trattandosi di una procedura nuova. Mi è stato detto che potrebbero volerci circa un anno. Trovo questa situazione assurda». A suo dire, altri professionisti provenienti da diversi Paesi avrebbero invece potuto colmare le lacune con semplici ore di formazione integrativa, senza dover sostenere esami, peraltro ritenuti «più difficili».

«Voglio tornare a casa e vivere vicino alla mia famiglia»
Una situazione che Anna percepisce come una disparità di trattamento. «Sono ticinese, nata e cresciuta qui. Ho seguito tutto il mio percorso formativo iniziale in Ticino e mi era stato consigliato di studiare negli Stati Uniti, considerati molto avanzati nel settore. Nessuno mi ha mai prospettato alternative come l’Italia, i cui titoli oggi risultano più facilmente riconosciuti».

Eppure, sottolinea, l’esperienza non le manca: «Lavoro da sei anni nel settore e ho sviluppato competenze avanzate, utilizzando metodi e protocolli equivalenti a quelli svizzeri, se non più avanzati, inclusa la classificazione e stadiazione della malattia parodontale e l’uso dell’anestesia locale».

«Il mio desiderio è tornare a casa, vivere e lavorare vicino alla mia famiglia e ai miei amici. È difficile accettare che il rientro sia così complesso quando per altri non lo è stato. Mi sento profondamente scoraggiata».

Poche richieste di lingua italiana
Contattata, la Croce Rossa ci ha spiegato che in alcuni casi è necessario predisporre esami specifici. «Riceviamo poche richieste da candidati di lingua italiana che necessitano misure compensative. Poiché nella Svizzera italiana non esistono scuole che offrono questa formazione, dobbiamo avviare negoziazioni con istituti della Svizzera francese».

In base al mandato legale, l’ente è tenuto a garantire standard sanitari elevati e a verificare che i requisiti formativi siano soddisfatti. La creazione di un esame avviene in collaborazione con scuole o associazioni e richiede lo sviluppo completo della struttura, dei contenuti, delle modalità di valutazione e degli aspetti organizzativi e contrattuali. «Si tratta di processi complessi che richiedono tempo. Inoltre, gli esami di idoneità sono organizzati dalle istituzioni educative: possiamo sollecitarne la creazione, ma non imporla».

Ogni dossier viene esaminato individualmente
Per quanto riguarda la valutazione delle competenze, la Croce Rossa sottolinea che ogni dossier viene esaminato individualmente, tenendo conto del percorso formativo, dell’esperienza professionale e della formazione continua.

La procedura di riconoscimento si articola in due fasi: un PreCheck preliminare, gratuito e online, che fornisce una valutazione indicativa non vincolante, seguito dalla domanda formale, la cui completezza incide sui tempi di trattamento. Al termine, il CRI decide se riconoscere il titolo o richiedere misure compensative, come esami o formazione aggiuntiva.

Quanto alla possibilità di soluzioni temporanee per lavorare, la risposta è negativa: «L’igiene dentale è una professione sanitaria regolamentata in Svizzera e richiede un’autorizzazione cantonale, rilasciata in Ticino dall’Ufficio del medico cantonale».

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