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LUGANOL'interesse (sfumato) di Artisa per lo stabile EFG

12.06.24 - 18:30
Dalla mancata vendita di Palazzo Botta ai locali vuoti in via Peri. Quelle contrattazioni finite con un pugno di mosche
TiPress
L'interesse (sfumato) di Artisa per lo stabile EFG
Dalla mancata vendita di Palazzo Botta ai locali vuoti in via Peri. Quelle contrattazioni finite con un pugno di mosche

LUGANO - Sulla vendita, fermata in extremis dal voto popolare, dello stabile che ospitava l'ex banca del Gottardo, EFG sembra aver incassato il colpo con un sorriso a denti stretti. Il Ceo Giorgio Pradelli, ieri ospite d'onore dell'assemblea generale bancaria ticinese, ha malcelato una certa delusione per l'esito del referendum: «Alla fine dobbiamo prendere atto della decisione del popolo. È chiaro, ci dobbiamo adeguare». Un niente di fatto, dopo lunghe trattative intraprese già prima della pandemia, che lascia l'amaro in bocca: «Cinque anni fa eravamo stati contattati e ci eravamo detti disponibili a cedere questo bellissimo immobile. Poi c'è stato il Covid, che ha dilatato i tempi. Detto questo, come location istituzionale, secondo noi era adatto per la funzione che doveva svolgere».

Pradelli non ha avuto il tempo per i giornalisti, lasciando inevase le domande sul futuro della piazza luganese di EFG e dei suoi immobili in vendita. Sembra però che la banca fosse già pronta a spostarsi negli altri stabili che possiede a Lugano, come quelli sul lago (palazzo Riva e palazzo Canova), quello in via Massimiliano Magatti e lo stabile Sant'Anna in via Peri. Lo stesso per il quale quasi due anni fa erano in corso trattative con la Artisa Group.

Trattative che, precisa Alain Artioli, presidente della società di investimenti immobiliari, si sono concluse con successo. «Noi all'epoca abbiamo acquisito circa un sesto di quel comparto. Si tratta dello stabile che poi abbiamo ristrutturato, inaugurato circa quattro mesi fa e che attualmente è in affitto alla società Dagorà e l’Associazione Lifestyle Tech Competence Center». La contrattazione non è però avvenuta con EFG: «Quel blocco era stato scorporato quasi 10 anni fa e diventato di proprietà della banca cantonale di Zurigo», sottolinea Artioli.

Suona strano che la restante parte dello stabile non abbia fatto gola al Gruppo Artisa. Anche perché il segmento acquisito è inserito in un comparto in cui i restanti cinque blocchi sono... vuoti. E infatti «ci sono stati degli incontri, abbiamo parlato - ammette Artioli confermando un interessamento -. Fa parte della nostra attività quotidiana. Abbiamo approfondito, ma alla fine si è deciso di soprassedere e attendere altri momenti migliori».  

Che a quanto pare non sembrano ancora arrivati. La sfumata vendita del palazzo Botta potrebbe riaccendere l'interesse da ambo i lati? Chissà. D'altra parte il mancato incasso di 80 milioni un peso deve pur avercelo. Anche per un gruppo finanziario globale come EFG.

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