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Tiziano Galeazzi
LUGANO
26.08.2021 - 10:040
Aggiornamento : 10:37

Pendenze giudiziarie in Italia, Galeazzi: «Storia vecchia»

Il subentrante Galeazzi rompe il silenzio sull'ingresso in Municipio. E su una "fastidiosa" pendenza giudiziaria

LUGANO - È ancora in vacanza, ma segue con attenzione le vicende luganesi Tiziano Galeazzi. Anche perché mai come ora il suo nome "scotta", con il rimpasto in Municipio appeso al filo della sua risposta.

Sì? No? La lettera d'invito al consigliere comunale, primo subentrante nell'esecutivo cittadino, è partita ieri pomeriggio e la risposta - assicura il democentrista raggiunto al telefono da tio.ch/20 minuti - arriverà «al più tardi lunedì». 

Accetta, dunque.

«Non lo posso dire prima di vedere la lettera. Si tratta evidentemente di passaggi che vanno rispettati». 

Le polemiche però non aspettano. Sui media è stata ricordata una sua pendenza giudiziaria. 

«Ho visto. Per me non c'è alcuna polemica. È una faccenda vecchia su cui si è già detto tutto, e che ora viene ritirata fuori»

Un rinvio a giudizio per riciclaggio chiesto nel 2018 dalla Procura di Bergamo. Per il caso di un patrimonio portato all'estero nel 2011 da una cittadina italiana, sua cliente. 

«La vicenda è nota e non capisco perché rispolverarla. Mi sono più volte dichiarato innocente. Finché ero "solo" consigliere comunale o deputato, per anni, non se n'è più parlato, e ora...»

Ora potrebbe essere un problema, per l'ingresso in Municipio?

«Non direi proprio. Il Tribunale federale si è già espresso dicendo che non sussistono reati a carico della ex cliente in Svizzera, e questo è un primo punto fermo. A mio carico non c'è mai stato niente. Per quanto riguarda la giustizia italiana i tempi sono lunghi e incerti, aspetto gli eventi ma sono sicuro che la mia posizione si chiarirà ulteriormente per quello che è stata». 

Ossia?

«Quella di un consulente bancario che ha fatto il suo mestiere, nell'ambito della gestione di un cliente della banca, e nel rispetto delle leggi vigenti. Migliaia di bancari si possono trovare nella stessa situazione. Per il mio datore di lavoro e per il mio partito, la faccenda non ha mai rappresentato una preoccupazione». 

È infastidito?

«Sono tranquillo. Ma diciamo che vorrei essere giudicato per quello che farò nell'esecutivo, per il lavoro che cercherò di fare per Lugano. Dal Macello alla pedonalizzazione del lungolago, sono tanti i progetti sul tavolo da risolvere assieme alla compagine municipale». 

Quindi accetta. 

«Aspetto la lettera. Credo che la vedrò nel weekend. Il tempo di rientrare a Lugano, e avrete la risposta».

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