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BELLINZONA
23.03.2021 - 12:010
Aggiornamento : 17:53

Buone notizie per le Officine: “almeno 300” impieghi

È quanto trapela da un comunicato della sezione PLR della capitale

Ma per l'MPS si tratta solo di «fumo negli occhi».

BELLINZONA - I posti di lavoro previsti presso le "nuove" Officine FFS a Castione saranno di più rispetto a quelli indicati nella Dichiarazione d'intenti di fine 2017. È quanto si evince da un comunicato stampa della sezione PLR di Bellinzona, che riferisce di «assicurazioni date dalle Ferrovie federali svizzere al Consiglio di Stato» nelle scorse ore (in redazione non è ancora arrivato nulla di ufficiale, ndr.). E se gli impiegati del futuro stabilimento industriale sarebbero dovuti essere "200-230", queste "assicurazioni" riferiscono di "almeno 300", «con profili di qualità come elettrotecnici e polimeccanici e pure ingegneri di livello universitario».

Il PLR si dice pertanto «soddisfatto» e guarda «con fiducia alla realizzazione di un nuovo stabilimento nella regione». E si dice «convinto che con il progetto complessivo di costruzione di un nuovo stabilimento industriale a Castione e di un nuovo quartiere a Bellinzona, comprendente pure la sede ticinese del Parco svizzero dell’innovazione oltre a contenuti formativi e amministrativi, il nuovo Comune e l’intera regione potranno trovare una occasione di rilancio».

"In temp da guera pusè bal che téra" - Di diverso avviso è invece il Movimento per il socialismo (MPS), secondo cui la notizia di più impieghi a Castione sarebbe stata data per «cercare di dare fiato alla truppa municipale della città di Bellinzona e a Lega e PLR che stanno annaspando alla grande in questa campagna elettorale per le Comunali, a cominciare da Lugano».

L'MPS fa notare che non viene inoltre se detto «se in questa cifra sono accorpate anche attività che oggi – pur rientrando nel campo di
azione della manutenzione – non sono direttamente realizzare all’Officina, ma in luoghi dislocati e quindi non rientrano nei calcoli dell’attuale occupazione all’Officina». E conclude: «L’operazione Officina si chiuderà con una perdita di posti di lavoro di circa il 50%; e se questa notizia dovesse, per delirio di ipotesi, confermarsi nel 2026, vorrà dire che la perdita di posti di lavoro sarà stata “solo” del 30%».

«Non molliamo e continuiamo così» - Anche il PS di Bellinzona accoglie positivamente la notizia: «Indispensabili sono stati lo sciopero del 2008, il coraggio e la determinazione delle maestranze abbinate al grandissimo sostegno popolare per bloccare una tendenza inesorabile che avrebbe sicuramente privato il nostro territorio di questa indispensabile realtà economica. Senza questo passaggio non saremmo qui a commentare il futuro delle Officine», sottolineano i socialisti in una nota.

«Rassicuranti - proseguono - le notizie odierne riguardo l’investimento previsto dalle FFS che sale ad almeno 400 milioni di franchi e sui posti di lavoro assicurati ad “almeno” 300 unità. Rimarchiamo e sottolineiamo questo “almeno”: dobbiamo continuare a lavorare con serietà e impegno, mantenendo il dialogo con le FFS, per fare in modo che l’investimento previsto e di conseguenza i posti di lavoro attesi siano il maggior numero possibile. La via intrapresa è stata tortuosa e controversa, ma è quella giusta».

Commenti
 
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pulp 3 mesi fa su tio
Funziona? Scusate commento di verifica.... la buona notizia è che non sono uno dei tanti dipartiti da o per covid
vulpus 3 mesi fa su tio
È evidente che i posti di lavoro alle FFS non sono creati o assicurati dal PLR della grande Bellinzona. Partito che ha voluto a tutti i costi una aggregazione che funziona solo in città, ma già alle periferie vicine si balbetta. L'inciucio di voler a tutti costi insediare le nuove officine, va alimentato a dovere, per raggiungere il convincimento dei cittadino chiamati ad un non indifferente sforzo finanziario, senza saper bene cosa succederà sull'attuale sedime. Andavano insediate in bassa Leventina dove le strutture di base sono già presenti e ampi sedimi pure.
marco17 3 mesi fa su tio
Prima incitano le FFS a creare più posti di lavoro a Castione, poi si lamenteranno perché dovranno assumere frontalieri in quanto sempre meno ticinesi sono disposti a fare questi lavori.
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