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LUGANO
18.03.2021 - 15:080
Aggiornamento : 21:38

«Le autorità non possono continuare a fare finta di nulla»

L'autogestione ha venti giorni per sgomberare il comparto dell'ex Macello

Oggi l'Esecutivo comunale ha deciso di disdire la convenzione del 2002

LUGANO - L'autogestione dovrà lasciare entro venti giorni il comparto dell'ex Macello di Lugano. Nella sua seduta odierna, l'Esecutivo cittadino ha infatti deciso di notificare una disdetta formale della convenzione sottoscritta il 18 dicembre 2002 da Città, Cantone e Associazione Alba.

Al Centro sociale autogestito Il Molino (CSOA) è quindi accordato un termine di venti giorni per provvedere allo sgombero. Se entro tale termine gli spazi non saranno stati liberati, verrà avviata la procedura d'ufficio. Concretamente, i venti giorni scatteranno dal momento della ricezione della notifica di disdetta.

La situazione «è degenerata» - «Le recenti manifestazioni sono state delle provocazioni, dei chiari atti di violenza e una mancanza di rispetto nei confronti della vita di comunità» ha spiegato il vicesindaco Michele Bertini, capodicastero Sicurezza. «Le autorità non possono continuare a fare finta di nulla».

Per una convivenza serena «la comunità si è data delle regole, regole che vanno rispettate. E chi non le rispetta va sanzionato: è un atto dovuto a tutti i cittadini che si comportano bene ed è anche dovuto per la credibilità delle istituzioni».

Il vicesindaco lo ammette: «Lugano ha un problema per quanto riguarda l'aggregazione giovanile». Ma «non è l'aggregazione giovanile vista nelle recenti manifestazioni che Lugano vuole».

Il progetto per l'ex Macello - La situazione ha cominciato a peggiorare, ha detto ancora Bertini, nel momento in cui durante questa legislatura il Municipio ha deciso di dare un nuovo volto al comparto dell'ex Macello. Un progetto importante per la Città. Da parte dell'Esecutivo comunale c'è comunque disponibilità a un'eventuale richiesta di mediazione, «a volto scoperto».

Anche il sindaco Marco Borradori ha aggiunto che «l'autogestione può trovare un diritto di cittadinanza, ma deve essere seria: non deve trattarsi di inciviltà». Le ultime due manifestazioni «sono state la goccia che hanno fatto traboccare il vaso».

Uno sgombero rischioso? - Il comandante della polizia comunale Roberto Torrente lo ha messo subito in chiaro: «Non spetta a me decidere se e quando sgomberare, ma dal punto di vista tattico e operativo devo spiegare al Municipio qual è la possibile minaccia prima, durante e dopo tale operazione». Senza andare nel dettaglio, Torrente ricorda lo sgombero del 2002.

Ora una manifestazione «sarebbe un pessimo inizio» secondo il sindaco Borradori, che comunque afferma che le autorità «non sono disposte a farsi mettere i piedi in testa».

Le elezioni non c'entrano - «Ci troviamo a fare qualcosa che non avevamo intenzione di fare». Lo ha assicurato il sindaco, rispondendo a un comunicato del Partito socialista che parla di «escalation dello scontro in funzione elettoralistica».

La decisione rimandata - Già la scorsa settimana l'Esecutivo si era chinato sulla questione dello sgombero dell'ex Macello. Ma la discussione era poi stata aggiornata per la necessità di ulteriori approfondimenti. Nel frattempo il CSOA Il Molino aveva fatto sapere di non fidarsi del Municipio. E aveva annunciato che nel caso si dovesse procedere a uno sgombero, l'autogestione scenderà in piazza.

La discussione attorno alla presenza degli autogestiti nel comparto dell'ex Macello si è riaccesa a seguito degli scontri avvenuti alla stazione di Lugano lo scorso 8 marzo: dopo il risultato della votazione sull'iniziativa popolare anti-burqa, aveva avuto luogo una manifestazione non autorizzata che era sfociata in disordini.

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