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Modifiche della Legge: albergatori e ristoratori non ci stanno

Lanciata una petizione per agire maggiormente sulla LEAR (Legge sugli esercizi alberghieri e la ristorazione)
Keystone
Modifiche della Legge: albergatori e ristoratori non ci stanno
Lanciata una petizione per agire maggiormente sulla LEAR (Legge sugli esercizi alberghieri e la ristorazione)
Secondo i promotori, il Governo dovrebbe snellire la LEAR, in aiuto alla categoria in difficoltà a causa del Covid-19
BELLINZONA - In Gran Consiglio si sta lavorando sulle modifiche della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR). Le discussioni attuali però non soddisfano tutti, e un gruppo di esercenti e ristoratori del Canton Ticino ha l...

BELLINZONA - In Gran Consiglio si sta lavorando sulle modifiche della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR).

Le discussioni attuali però non soddisfano tutti, e un gruppo di esercenti e ristoratori del Canton Ticino ha lanciato una petizione: "Revisione della LEAR: il Ticino come i Grigioni!".

Gli attuali cambiamenti proposti dal Governo «sono minimi e non rispondono adeguatamente alle necessità della nostra categoria», sostengono i promotori, che vorrebbero invece agire su due strade: «sburocratizzare» e snellire la LEAR, dando maggior fiducia al settore e sostenendolo nella ripresa dopo le difficoltà legate al Covid-19, e «abolire la costosa e poco utile patente di gerente».

Infatti, per gli esercenti, la LEAR è «una legge severa che in nessun altro Cantone è così draconiana», e che limita in maniera eccessiva la libertà imprenditoriale, mettendo gli esercenti ticinesi in svantaggio rispetto alla concorrenza estera o di altri Cantoni.

Al centro del dibattito la figura del gerente: «Il Ticino è uno dei pochi Cantoni a prevedere degli esami cantonali per la gerenza di un locale pubblico», spiegano i proponenti della petizione, «ma gerente non significa qualità, e un simile onere penalizza sia gli esercenti che i consumatori».

Un esempio pratico: «Si pensi che oggi, in Ticino, per aprire un locale è necessario seguire la scuola esercenti e sottoporsi all’esame cantonale: una procedura che implica costi per almeno 10mila franchi, oltre ad una perdita di guadagno pari a circa 3 mesi lavorativi».

Gli esercenti mettono poi l'accento sull'importanza del settore per l'economia ticinese, e le difficoltà di garantire lo stipendio ai migliaia di dipendenti. «Se da un lato la recessione economica e la minor disponibilità di spesa dei cittadini ha ridotto drasticamente le potenziali entrate, dall’altro lo Stato non aiuta di certo» affermano i promotori.

L'obiettivo finale della petizione è di far conoscere le reali aspettative della categoria, per muoversi a favore della variante di una nuova regolamentazione più snella e meno burocratica.

I promotori invitano infine i colleghi a sottoscrivere la petizione, e di contattare per qualsiasi dubbio o domanda l’indirizzo petizione.lear@gmail.com.

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