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13.03.2020 - 00:120
Aggiornamento : 09:10

La sanità lancia un grido d'allarme al Governo: «Chiudete adesso»

L'epidemia di coronavirus preoccupa l'Eoc e la Clinica Moncucco che hanno deciso di scrivere al Consiglio di Stato

Lo scenario previsto in Ticino è molto preoccupante: «2.500 persone ospedalizzate, con 250 pazienti ventilati su un’ondata epidemica di 60 giorni. Sarà peggio che in Lombardia».

LUGANO - L'epidemia di coronavirus fa sempre più paura. E preoccupa anche (e soprattutto) la sanità. Tanto che oggi l'EOC e la Clinica Moncucco hanno scritto una lettera al governo chiedendo «l’interruzione di tutte le attività non essenziali compresa la chiusura di tutte le scuole».

Come anticipato dal Caffé, i firmatari - il direttore generale, il capo e il vice capo area medica, il coordinatore taskforce di EOC e i due direttori della Moncucco - prevedono uno scenario molto preoccupante: «2.500 persone ospedalizzate, con 250 pazienti ventilati su un’ondata epidemica di 60 giorni. Le curve epidemiche di contagio in Ticino riproducono con circa tre settimane di ritardo quanto osservato in Lombardia». Ma potrebbe andare anche peggio. Almeno secondo le previsioni degli esperti. Viene infatti prospettata «una situazione ancora più grave (della Lombardia, ndr), alla quale non potremo far fronte se la crescita dei contagi non verrà contenuta».

Per questi motivi l'EOC e la Clinica Moncucco chiedono al Governo d'ispirarsi all'Italia e di chiudere «tutte le attività non essenziali». La sanità conclude il proprio grido d'allarme appellandosi al Consiglio di Stato: «Vi preghiamo senza esitazioni, di avere il coraggio di prendere misure radicali da applicare in modo tempestivo». Perché «di tempo da perdere non ce n'è più. E ogni giorno, ogni ora conta».


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