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05.03.2020 - 15:470
Aggiornamento : 18:38

Grazie coronavirus: «Abbiamo fatto il record d'incassi»

La ristorazione è in difficoltà. Ma c'è anche chi dall'epidemia ci sta guadagnando

«I clienti non vanno più oltre confine a cena». Da Minusio a Riva San Vitale, le voci dei ristoratori al tempo dei contagi

LUGANO - L'epidemia nel piatto ha davvero un sapore così cattivo? I pareri di chi l'ha assaggiata - nel lavoro di tutti i giorni - non sono tutti concordi. Ieri GastroTicino ha lanciato un appello, chiedendo una sorta di "stato di crisi" per la ristorazione in Ticino.  

L'organizzazione di categoria parla di «settore in ginocchio», chiede l'intervento del Cantone e agevolazioni fiscali. Ma non tutti i ristoratori sono nella stessa situazione. C'è anche chi - con tutto il rispetto per i malati - forse dovrebbe ringraziare il coronavirus. 

«Questo weekend abbiamo registrato l'incasso più alto in quindici anni» osserva ad esempio Tomas Protrkic, titolare del ristorante Del Ponte di Minusio. «Vediamo molti clienti indigeni che, prima, andavano a mangiare oltre confine. Ora per la paura rimangono qui». I lati negativi? «Ho dovuto chiedere ai collaboratori di non dare la mano ai clienti. Per il resto niente da recriminare, anzi». 


foto Tio.ch/20min
Il titolare del ristorante "Del Ponte" di Minusio

Anche dal ristorante Sociale di Riva San Vitale arriva un segnale in controtendenza. «Non abbiamo notato un calo della clientela, piuttosto il contrario» spiega il titolare Andrea Vassalli. Nel Mendrisiotto e Basso Ceresio i "pendolari" dei ristoranti sono un fenomeno importante. «Sicuramente l'epidemia ha finora avuto un effetto frenante sui clienti in uscita. E da noi la stagione turistica è ancora lontana».

A Lugano la situazione è in chiaroscuro. Al ristorante Dal Gallo di via Trevano «il contraccolpo ancora non si è sentito» spiega il titolare Goran Stojadinovic. Il telelavoro negli uffici - ce ne sono molti nella zona - preoccupa meno del fatto che «il settore della ristorazione in generale è molto affollato». Anche se - precisa il ristoratore - «a fare la differenza è sempre la qualità dell'offerta, non c'è virus che tenga». 


foto Tio.ch/20min
Goran Stojadinovic del ristorante "Dal Gallo" in via Trevano

Nella capitale sembra invece che le ultime notizie sul contagio alla Scuola Arti e Mestieri abbiano avuto un impatto. Al Centro Kebab di via Teatro, poco lontano, il titolare Mujib Sidikjar è preoccupato. «Abbiamo notato un calo della clientela degli studenti. Speriamo che questa situazione finisca al più presto». A complicare le cose, oltre al virus, è arrivato anche il campylobacter che ha causato un'intossicazione a un 26enne durante il Rabadan. «Il nostro ristorante non c'entra niente. Ma in questi casi ne risente tutta la categoria - osserva Sidikjar -. Le agevolazioni? Male non fanno, di sicuro».  

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