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09.01.2020 - 09:210
Aggiornamento : 09:48

«I salari calano dal 2008 e il Governo non dà spiegazioni»

Il Gruppo Mps-Pop-Indipendenti sollecita l’analisi sulla situazione delle retribuzioni promessa oltre un anno fa dal Consiglio di Stato

di Redazione
SPI

BELLINZONA - «Anche il 2019 si è chiuso senza sapere cosa ha causato il calo dei salari in diversi rami economici dal 2008 in Ticino». A sollevare la questione è un’interrogazione del Gruppo Mps-Pop-Indipendenti che parla di «fenomeno unico in Svizzera». Una particolarità che affligge in particolare alcuni settori dove «le retribuzioni sono del 30%, 40% e quasi il 50% inferiori ai salari medi nazionali». 

Secondo i deputati Arigoni, Lepori e Pronzini, le ragioni potrebbero essere molteplici:  «Dall’aumento dei posti di lavoro a basse qualifiche, all’assunzione di personale più giovane e con remunerazioni inferiori, al dumping e allo sfruttamento della manodopera, ma palesemente al Consiglio di Stato non interessa fare chiarezza». L’interrogazione si riferisce in particolare ad un rapporto del Consiglio di Stato sulla mozione del 28 maggio 2018 presentata da Matteo Pronzini “Salari in calo in Ticino e differenza con le retribuzioni a livello nazionale: necessario uno studio subito”, in cui il Governo prometteva “un’analisi descrittiva della situazione del nostro Cantone dettagliata a livello di distribuzione dei salari e di struttura, secondo varie caratteristiche” sulla base della Rilevazione della struttura dei salari 2016. «A oltre un anno di distanza - scrivono i tre granconsiglieri - naturalmente dell’analisi nemmeno l’ombra. Da quattro anni si chiede al governo uno studio che possa rispondere a una domanda di fondamentale importanza anche per le scelte di sviluppo economico del cantone».

Oltre a lamentare l’assenza di un’analisi sulle cause del calo, i tre deputati chiedono anche quali studi sul tema realizzati da diverse istituzioni (tra cui l’Osservatorio del mercato del lavoro) sono stati resi pubblici: «Non serve continuare a vantare il numero di CNL adottati in Ticino o l’inasprimento delle misure di accompagnamento perché è evidente che questi provvedimenti non hanno evitato il calo dei salari. Non serve neppure ripetere come un disco rotto che “il tema dell’evoluzione dei salari figura tra le priorità del Consiglio di Stato”».

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