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PONTE CAPRIASCA
14.10.2019 - 09:240
Aggiornamento : 10:18

Una petizione contro il centro di compostaggio

Rappresentanti di tutti i partiti presenti in Consiglio comunale si sono uniti in un comitato interpartitico

PONTE CAPRIASCA - Un comitato interpartitico, una lista di osservazioni da inoltrare al Cantone e una raccolta firme. Sono questi i mezzi sollevati contro la realizzazione di un impianto di compostaggio in zona Caiscio, tra Ponte Capriasca e Taverne. 

Il Dipartimento del territorio ha avviato la  procedura di consultazione per la realizzazione di un “impianto di compostaggio d’importanza sovracomunale” destinato a soddisfare i bisogni dell’intero comprensorio del luganese.

Preso atto dei contenuti del PUC, le forze politiche che compongono il Consiglio comunale di Ponte Capriasca si sono unite per dare vita a un Comitato interpartitico con lo scopo di rendere manifesta l’opposizione della popolazione al progetto. Compongono il comitato i consiglieri comunali Matthias Bizzarro (per la sezione PLR locale), Diego Baratti e Roberta Bertozzi (per Lega e UDC), Pietro Jolli (per la Lista Civica 6946), Federico Bizzarro (per il PS) e Andrea Bertozzi (per il PPD). Il Comitato interpartitico, pur senza opporsi alla volontà del Cantone di concentrare la raccolta degli scarti vegetali in centri di importanza sovracomunale, contesta nel caso specifico la scelta dell’ubicazione destinata all’attività di compostaggio. «La vicinanza alle zone residenziali dei Comuni di Ponte Capriasca e Taverne e l’oggettiva inadeguatezza delle infrastrutture stradali della regione» sollevano infatti più di un fondato dubbio circa l’idoneità della località selezionata.

Quale primo atto formale, il Comitato ha promosso una petizione al Dipartimento del Territorio e al Gran Consiglio che verrà presentata lunedì 14 ottobre 2019 in occasione dell’incontro con la popolazione dedicato al tema organizzato dal Municipio (ore 20:30, presso la palestra delle Scuole elementari di Ponte Capriasca/Origlio).

Quali sono le argomentazioni del comitato? Il centro causerebbe «un drastico aumento del traffico»; dal rapporto emerge «che (per ragioni economiche) non è in alcun modo garantita la copertura dell’impianto»; «non è considerato il costo (verosimilmente milionario) a carico del Cantone qualora gli abitanti nelle vicinanze chiedessero un esproprio dei loro diritti di difesa dal rapporto di vicinato»; «si perderebbe una zona ricreativa di importanza regionale (zona Bellunesi); «l’area si trova su un sito inquinato e le conseguenze di un suo esproprio sono ancora tutte da valutare»; «con la pianificazione dello svincolo di Sigirino e l’abbandono del comparto da parte di Alptransit sussiste una località molto più adatta per la realizzazione dell’impianto».

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