Comune di Muralto
MURALTO
30.08.2019 - 16:040
Aggiornamento : 20:22

Nuova vita per i banchi "vintage" delle Scuole comunali

Il Comune di Muralto offre la possibilità di ritirare i banchi su cui hanno studiato generazioni di allievi. Obiettivo: raccogliere fondi per la posa di nidi destinati a rondini e rondoni

MURALTO - Originale iniziativa da parte del Comune di Muralto, che ha deciso di offrire al pubblico – dietro una piccola offerta per singolo pezzo - una quarantina di banchi della Scuola elementare, sostituiti con nuovo mobilio, allo scopo di raccogliere fondi per la protezione dei rondoni e delle rondini.

Acquistati nei primi anni ’60, i banchi in oggetto hanno accolto generazioni di scolari muraltesi. Dotati di piano ribaltabile e del caratteristico incavo per il calamaio, i banchi hanno superato la prova del tempo e si presentano in condizioni ancora buone. A partire dal 28 agosto chiunque fosse interessato potrà portarsi a casa un oggetto vintage. E, per chi ha frequentato le scuole a Muralto, anche un ricordo della propria infanzia. Agli interessati è richiesta un’offerta libera, partendo da un minimo di 20 fr.

L’obiettivo dell’azione - coordinata dalla vice sindaco Anna Maria Sury insieme al capo Dicastero Educazione Francesco Fornera e dal direttore delle scuole Emilio Pozzi - è duplice. In primo luogo si tratta di raccogliere fondi per acquistare un certo numero di nidi per rondini e rondoni, che verranno posizionati negli ampi spazi esterni dell’istituto scolastico comunale. Si tratta di nidi progettati per accogliere queste specie di volatili, la cui presenza - nel caso delle rondini - è spesso malvista e  dissuasa dai proprietari di immobili perché nidificando possono sporcare le mura.

Promossa dalle associazioni che tutelano i volatili, la posa di questi nidi scongiura eventuali problematiche legate alla pulizia e permette di offrire un rifugio a queste specie protette molto utili per l’ecosistema e di cui purtroppo si osserva in tutta Europa una diminuzione negli ultimi anni. L’iniziativa mira anche a salvare dallo smaltimento oggetti ancora utilizzabili oltre che ricercati sul mercato del vintage. L’ipotesi di destinare il materiale a Paesi del Terzo Mondo non è percorribile a causa degli alti costi di trasporto.

 

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