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10.06.2019 - 16:020
Aggiornamento : 12.06.2019 - 11:38

Rendite d’invalidità "pilotate" al ribasso? I numeri ufficiali dicono di no

Un’analisi inedita mostra che non ci sono più beneficiari nelle fasce che precedono il passaggio a una rendita più alta. Oltre due terzi dei 12mila in AI ottengono una rendita intera

BELLINZONA - Per il malato è una radiografia sovente contestata: «Mi hanno concesso il 58% di invalidità. Basterebbero 2 punti in più per ottenere i tre quarti della rendita… È una speculazione» si era sfogata mesi fa una donna affetta da una ventina di patologie rare.

In verità non è solo Lorena T. ad avere l’impressione che i servizi di accertamento medico dell’Assicurazione invalidità accordino un numero maggiore di percentuali appena sotto le soglie d’accesso alla rendita più alta…

La statistica inedita - Proprio perché la voce corre tra gli stessi addetti ai lavori, Tio/20Minuti ha chiesto all’Istituto delle assicurazioni sociali (Ias) quanti sono i beneficiari di rendita collocati nella fascia che precede e in quella che segue lo scatto di rendita. Sono percentuali che per le persone si tramutano in soldi. E quindi incidono nel vivo delle esistenze.

L’invalidità? Un concetto economico - Prima di entrare nel mare delle cifre, una premessa. A sgombrare il campo da un equivoco diffuso. «L’invalidità è un concetto economico e non medico - rimarca lo stesso Ias -. Ne consegue che il grado di invalidità non è determinato dai medici dell’ufficio AI o dai periti esterni, ma avviene tramite un raffronto dei redditi che l’assicurato percepiva al momento del danno alla salute con quello che egli può ancora percepire malgrado il danno stesso».

La valutazione dell’AI - Il compito del medico dell’Ufficio AI consiste dunque nell’indicare in quale misura e in quali attività l’assicurato è incapace al lavoro. Sulla base di tali analisi vengono quindi individuate le professioni adeguate al danno e il relativo salario; successivamente è eseguito il raffronto dei redditi. Per avere diritto alla rendita il grado di invalidità deve essere di almeno il 40%. L’approccio di valutazione è pertanto interdisciplinare, perché deve tener conto di tutti gli aspetti medici e professionali e considerare, inoltre, le possibilità in favore della persona di essere reintegrata nel mondo lavorativo, applicando, se del caso, provvedimenti professionali, che permettono di migliorare la propria capacità di guadagno.

In Ticino 12mila beneficiari -  Secondo l’ultima fotografia, che è stata scattata il 31 dicembre 2018 (dati Ufas), i beneficiari di rendita AI in Ticino sono 12.008. Di questi ve ne sono 975 (pari all’8%) che beneficiano di ¼ di rendita (grado di invalidità dal 40 al 49%); 2122 (18%) hanno una mezza rendita (grado dal 50 al 59%); 840 (7%) percepiscono ¾ di rendita (grado 60-69%). Il gruppo in assoluto più rappresentato è quello dei beneficiari di rendita intera, con oltre due terzi dei casi: sono 8071 (67%) con un grado di invalidità dal 70 al 100%.

L’impressione smentita - Alla lettura dei numeri non sembra reggere invece l’accusa secondo cui l’ufficio AI piazza più beneficiari nelle fasce che precedono lo scatto della rendita. Dalle nuove rendite erogate nel 2017 risulta infatti che i nuovi beneficiari con grado di invalità tra il 45 e il 49 sono il 5%, quelli tra il 50 e il 54 sono molti di più, il 18%; lo stesso si riscontra per i nuovi beneficiari tra il 55 e il 59 (4%) contro quelli tra il 60 e il 64 (6%). Infine i nuovi beneficiari tra il 65 e il 69 sono il 3% contro il 58% che ha ottenuto una rendita intera.

Commenti
 
francox 7 mesi fa su tio
Hanno smesso di controllare i beneficiari AI in Kosovo, perché gli ispettori sono stati minacciati di morte. Cos'altro aggiungere?
Ornella Silla 7 mesi fa su fb
Sono tantissimi i falsi invalidi!! Dovrebbe controllare meglio e darla a chi ne ha veramente bisogno!!! E perché dare a una persona 6000 e all’altra 1000???!!! Dovrebbe dare una cifra uguale per tutti , minimo necessario per vivere e poi vedrai che la gente non sta a casa inutilmente!!!!!!
Meck1970 7 mesi fa su tio
Mi piacerebbe vedere anche la percentuale della nazionalità di coloro che beneficiano l' AI. E dove vivono ....
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