LUGANO
06.12.2018 - 08:450
Aggiornamento 11:58

Gravidanza... con sorpresa: 18mila franchi da ridare all'assicurazione

In malattia una lavoratrice scopre che non è assicurata. Ma in busta paga ci sono le trattenute. Il sindacalista Giorgio Fonio critica il datore di lavoro: «Gestione imbarazzante»

LUGANO- Era a casa da quasi otto mesi per una gravidanza difficile. A tutto avrebbe pensato, meno che di essere costretta a restituire lo stipendio ricevuto dall’assicurazione... E invece Cinzia (nome di fantasia), 30 anni, fresca neo-mamma di una bimba riceve alla fine di ottobre una lettera che la getta nello sconforto più nero.  Dopo il preambolo cordiale, “ci permetta di esprimerle le nostre più sincere felicitazioni per il lieto evento”, la compagnia assicurativa va al sodo: la donna deve restituire loro 18’643 franchi.

Cinzia lavora per un'agenzia di babysitting (stesso titolare, con un'altra società, dell’asilo nido di Dino). Dal luglio 2017 ha un contratto come dipendente fissa: fa la tata nelle famiglie. A inizio anno rimane però incinta e il 9 marzo, a causa di una gravidanza da subito difficile, è costretta a mettersi in malattia. L’iter è quello usuale: il datore di lavoro segnala il caso, l’assicurazione versa il salario.

Cinzia non sospetta nulla fino alla lettera dello scorso ottobre. Del resto i suoi conteggi stipendio attestano che la ditta le ha sempre scalato le deduzioni assicurative. Trasale dunque quando legge che la polizza non copre il suo caso perché è stata stipulata il 1 marzo, cioè dopo l’inizio della gravidanza.

A prima vista sembra solo sfortuna. Una sfasatura di date. Ma la faccenda si ingarbuglia quando si cerca di capire se prima di marzo esisteva un’altra assicurazione (come attestano i fogli di paga). Per l’assicuratore attuale no. Per il datore di lavoro sì, ma la polizza - sostiene lui - era stata rescissa anche a seguito dei problemi sorti a Dino e comunque aggiunge: «Questa dipendente ce l’ha con me, ma può stare tranquilla. La ditta rimborserà l’assicurazione. Non vedo il problema».

Un problema potrebbe invece esserci perché il datore di lavoro è lo stesso che, con un’altra sua società, negli scorsi giorni è finito ancora in pretura per stipendi non versati ai dipendenti. Come ci conferma Giorgio Fonio, sindacalista dell’Ocst: «Stiamo aiutando le collaboratrici a recuperare i salari e ridurre al minimo i disagi causati da una gestione imbarazzante».

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