MENDRISIO
06.11.2018 - 09:530

Il Vivaio di Lattecaldo alla Fiera di San Martino

Il Dipartimento del territorio presenterà, tramite appositi pannelli informativi, la storia del Vivaio forestale cantonale, la sua attività e gli obiettivi

MENDRISIO - Il Dipartimento del territorio (DT) comunica che venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 novembre, sarà presente a Mendrisio, in occasione della tradizionale Fiera di San Martino, con uno spazio espositivo dedicato al Vivaio forestale cantonale di Lattecaldo (Morbio Superiore).

Nata nel 1960, questa struttura è l’unica su suolo cantonale a innestare il castagno professionalmente e a produrre piante forestali di provenienza autoctona impiegate per interventi forestali, rinaturazioni e interventi d’ingegneria naturalistica, sia nell’ambito pubblico che in quello privato. Il Vivaio forestale cantonale occupa una superficie totale di cinque ettari ed è dotato di una serra e quattro tunnel, ove si producono settanta specie forestali da seme o talea (di produzione propria) e circa centodieci varietà di fruttiferi di vecchie varietà ticinesi o svizzere.

Attualmente la struttura conta sei collaboratori e due apprendisti.

Negli spazi della Fiera di San Martino, il DT presenterà, tramite appositi pannelli informativi, la storia del Vivaio forestale cantonale, la sua attività e gli obiettivi. Verranno inoltre illustrate: una panoramica sulle principali piante che vengono prodotte a Lattecaldo, nonché le principali informazioni che caratterizzano la collaborazione tra il Vivaio e le diverse associazioni di categoria, quali, in particolare, ProSpecieRara, Pro Frutteti e l’Associazione castanicoltori della Svizzera italiana.

La nascita del Vivaio forestale cantonale è legata alla comparsa in Ticino - intorno al 1948 - della malattia del cancro corticale del castagno che mise in allarme autorità e tecnici. Il Servizio forestale cantonale e l’Istituto federale di ricerche forestali di Birmensdorf ritennero che l’eliminazione quasi totale delle selve castanili sarebbe stata solo una questione di tempo. Per far fronte a questa situazione nacquero i progetti di risanamento pedemontano, che prevedevano tagli rasi d’intere zone coltivate a castagneto e la messa a dimora di altre specie forestali, per buona parte autoctone. Nel 1960, il Cantone decise di dotarsi di un proprio vivaio per la produzione delle piantine destinate alle nuove piantagioni di cui sono ancora evidenti i primi progetti di risanamento in Valle di Muggio e nella zona del Monte Ceneri.

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