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BELLINZONA
06.06.2018 - 14:560
Aggiornamento : 17:55

«Un buco di oltre mezzo milione ai Castelli»

La Lega attacca la gestione del patrimonio Unesco. La replica: «I castelli costano e sono gratuiti»

BELLINZONA - A poco più di 24 ore dall'inaugurazione della lussuosa suite a Castelgrande, i Castelli di Bellinzona finiscono nel mirino della sezione bellinzonese della Lega per ben due volte. Ad essere criticata in particolare è la gestione da «oltre mezzo milione di franchi di perdita». Non una voragine improvvisa, è la replica di Flavia Marone (vedi sotto): «Ma un accumulo di deficit su 18 anni».

E comunque i tre manieri sono finiti sotto tiro. Prima con l'interpellanza, in merito al “Progetto di valorizzazione dei castelli”, veniva giustificato il prematuro abbandono di Gianluca Cantarelli dal ruolo di project manager, per i «risultati nulli e deficitari».

Oggi con una nota stampa, quei sospetti sembrerebbero aver trovato conferma. Con toni accesi la Lega condanna quindi la «scriteriata gestione economica nell'amministrazione dei tre castelli cittadini da parte degli enti coinvolti».  «Per anni - prosegue la nota -, in particolare la presidenza (Marone, PPD) e la direzione (Cantarelli, PLR) dell’Organizzazione turistica regionale (OTR)  Bellinzona e Alto Ticino, hanno vantato risultati sorprendenti esaltando l’attività proposta. La realtà era probabilmente ben diversa». Nell'attesa degli accertamenti richiesti al Municipio, viene quindi chiesta "la testa" dei responsabili della presunta cattiva gestione: «dovranno passare alla cassa e rassegnare immediatamente le dimissioni». «La loro credibilità - conclude la Lega - è ormai irrimediabilmente compromessa.  Ci auguriamo che non sia il contribuente di Bellinzona a pagare per gli errori altrui».

La replica - Sul tema dovrebbe giungere a breve una risposta del Municipio. In una prima reazione a caldo l'avvocato Flavia Marone puntualizza che il "buco" denunciato dalla Lega è «in realtà un accumulo di deficit sull'arco di 18 anni». Da quando cioè i tre castelli sono entrati a far parte del patrimonio Unesco. Dunque questo prestigioso marchio non rende? le chiediamo: «I castelli costano - è la risposta di Marone - . Inoltre le persone hanno accesso all'80 per cento degli spazi dei castelli gratuitamente».

La gestione dei castelli - A complemento di questa spiegazione la presidente dell'OTR precisa che «la gestione del castelli è regolata da una convenzione sottoscritta dai tre partner, ovvero il Cantone (proprietario), la Città di Bellinzona e la stessa OTR». Una convenzione che risale al 2000 ed è stata rinnovata nel 2009. «La gestione dei castelli - prosegue Marone - presuppone il fatto di avere una contabilità, svolta in esterno, il cui controllo, secondo gli articoli della stessa convenzione, veniva fatto dall'ufficio del controlling del Dipartimento del territorio». All'interno di questa convenzione è stata inoltre istituita una commissione di supervisione composta da rappresentanti dei tre partner: nella misura di 3 membri per il Cantone (di cui uno è il presidente), 2 membri della Città e un rappresentante dell'OTR. Il compito di questa commissione era di vigilare sull'applicazione e il rispetto della convenzione da parte dell'ente gestore.

Le cifre rosse - Quali componenti sono all'origine dell'eccesso di disavanzo accumulato? Marone snocciola le cifre rosse. Da un lato ha pesato, per 172mila franchi la recente decisione, nel febbraio 2018, sull'imposizione IVA. Quindi 75mila franchi sono riconducibili ad ammortamenti inseriti nella contabilità 2017 e altri 353mila franchi sono i disavanzi della gestione corrente accumulati dal 2010 al presente. Gestione corrente su cui ha pesato, conclude Marone, «l'aumento del numero di esposizioni e il prolungamento di 4 mesi dell'apertura del castelli. Questo genera costi». Comunque, puntualizza,  «non si tratta né di malagestione né di malversazioni». Per capire cosa si è inceppato nel meccanismo contabile i tre partner hanno commissionato un audit esterno.

Il Municipio: «Nuova governance a breve» - Anche il Municipio entra nel merito, di fatto confermando le parole di Marone e precisando che l’attuale gestione dei Castelli è tema «distinto e diverso dal progetto di valorizzazione degli stessi, con l’istituzione di preposti gruppi di lavoro che, a loro volta, entro fine anno provvederanno a consegnare i rispettivi rapporti».

Viene infine resa nota l'intenzione di definire a partire dal 1.1.2019, al più tardi dal 1.1.2020, una nuova governance per la gestione dei Castelli.

 


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