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CANTONE / SVIZZERA
14.07.2017 - 14:490

2017 anno di fallimenti: in Ticino già 212 aziende in bancarotta

Le chiusure per insolvenza crescono in tutto il Paese: nel primo semestre si è registrato un aumento del 5% rispetto al 2016. Nel nostro Cantone è dell'11% e calano pure le nuove aperture (-5%)

BELLINZONA - Il numero di fallimenti per insolvenza in Svizzera nel primo semestre 2017 è aumentato del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In Ticino l'incremento è stato dell'11% e nei Grigioni addirittura del 38%, secondo un'analisi del fornitore di informazioni economiche Bisnode D&B pubblicata oggi.

Tra gennaio e giugno le aziende che sono andate in bancarotta per mancanza di liquidità a livello nazionale sono state 2'429, in Ticino 212 e nei Grigioni 47.

I fallimenti in Ticino sono stati superati da quelli nella Svizzera centrale, che ha censito un rialzo del 17% nel periodo in rassegna e da quelli nell'Espace Mittelland (BE, FR, JU, NE, SO), che ha registrato un incremento del 19%; particolarmente disastrosi i dati di Glarona (+700%), Nidvaldo (+60%), Lucerna (+49%), Basilea Campagna (+44%) e Uri (+40%).

Una diminuzione delle bancarotte per insolvenza si è invece riscontrata ad Argovia (-50%), Neuchâtel (-22%), Appenzello Interno (-18%), Basilea Città (-14%), Ginevra (-10%), Vallese (-8%), San Gallo (-6%), Sciaffusa (-5%), Zurigo (-3%), Turgovia (-3%) e Zugo (-1%).

Per quanto riguarda la fondazione di nuove aziende, a livello svizzero nel primo semestre di quest'anno vi è stata una progressione del 4% rispetto al medesimo periodo del 2016 con un totale di 21'915 nuove imprese iscritte nel registro di commercio.

Per contro, in Ticino vi è stata una flessione del 5% a 1'215 e nei Grigioni del 15% a 456. Negativo anche il dato di Obvaldo (-27%), Nidvaldo (-19%), Appenzello Interno (-18%), Giura (-16%), Glarona (-5%) e Sciaffusa (-1%).

Nel solo mese di giugno i fallimenti a livello nazionale sono progrediti del 10% attestandosi a 489, mentre le nuove aziende sono cresciute dell'1% a 4'122.

 

Commenti
 
nordico 2 anni fa su tio
Oggi chi non ha un prodotto di nicchia o chi non presta servizi unici e di qualità si trova confrontato con i grossi distributori, internet e concorrenti da entrambi i lati del confine, correndo il rischio di essere "uno dei tanti" o di venire facilmente messo fuori mercato. Aggiungiamo gli affitti esosi e la chiusura è dietro l'angolo. Consiglio: Tenere bassi i costi e fornire prodotti selettivi e servizi di qualità. Facile da dire ma più difficile da fare.
Liola 2 anni fa su tio
bancarotta fittizie o vere???negli ultimi anni ne abbiamo sentite e viste di tutti i colori...ma intanto i responsabili se ne stanno all'estero con la valigetta piena di soldi...alla faccia delle nostre piccole VERE aziende...
Meck1970 2 anni fa su tio
Per i politici tutto va sempre bene.... non prendono mai una decisione per cercare di migliorare questa situazione. Loro lasciano andare .... fino a quando un qualche giorno qualche cosa succederà. ... un buon lavoro in Ticino con una buona paga é quasi impossibile trovarlo.
F/A-18 2 anni fa su tio
Ma come? non va mica tutto bene? La verità è che tanti falliscono ed ancora di più falliranno in un prossimo futuro, chi riesce a stare a galla di sicuro vedrà meno soldi quindi in calo saranno gli utili e quindi meno entrate per l' erario.......!!
comp61 2 anni fa su tio
@F/A-18 solo chi ha un`attività sa cosa vuol dire lavorare oggi. Stiamo diventando come l`italia, non conviene fare impresa. Sempre meno
Nicklugano 2 anni fa su tio
Siamo in ripresa... ma evidentemente le aziende non l'hanno ancora capito !
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