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13.01.2016 - 14:340
Aggiornamento : 16:25

San Gottardo: il settore turistico scende in campo per il "Sì" 

"Una chiusura prolungata della principale arteria che collega il Ticino al resto della Svizzera sarebbe devastante per il turismo ticinese"

BELLINZONA - In vista della votazione del prossimo 28 febbraio, l’Agenzia turistica ticinese (ATT), Hotelleriesuisse Ticino, GastroTicino e l’Associazione Campeggi Ticinesi invitano la popolazione ticinese ad accettare la modifica della legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina (LTS) che prevede la costruzione di un tunnel di risanamento al San Gottardo. "Una chiusura prolungata della principale arteria che collega il Ticino al resto della Svizzera sarebbe devastante per il turismo ticinese che, vivendo soprattutto grazie a una clientela che giunge dal nord delle alpi, ne risulterebbe seriamente compromesso".

L’accessibilità al Ticino da Nord verso il Sud delle Alpi e viceversa è considerato un elemento determinate per il turismo cantonale che, come ha dimostrato un’indagine pubblicata nel 2015 dal Dipartimento delle finanze e dell’economia, rappresenta il 9,6% del PIL, dà lavoro a oltre 22.000 persone, e crea un valore aggiunto lordo di 2,1 miliardi di franchi. A livello nazionale, anche la Federazione svizzera del turismo, Hotelleriesuisse e GastroSuisse hanno sottolineato il pericolo di una chiusura prolungata della galleria per 980 giorni (3,5 anni), perché il Ticino sarebbe tagliato fuori dal suo mercato principale che è appunto quello svizzero.

"Le presenze nelle strutture alberghiere ticinesi registrate dall’Ufficio federale di statistica, evidenziano infatti che gli ospiti provenienti dalla Svizzera e dalla Germania hanno rappresentato oltre il 70% dei pernottamenti del 2014. Per quanto riguarda la domanda, va inoltre considerato come numerose residenze secondarie nel nostro Cantone, sia nelle vicinanze dei laghi sia nelle valli, sono di proprietà di confederati e tedeschi e che anche i nostri campeggi dipendono prevalentemente dagli ospiti germanofoni. Non va inoltre dimenticato che la maggioranza dei visitatori ci raggiunge in auto".

Viene proposto qualche dato. Una chiusura prolungata danneggerebbe soprattutto l’economia locale dei Cantoni interessati: Ticino, Uri e i Grigioni. Secondo uno studio dell’USTRA sarebbero a rischio fino a 870 posti di lavoro nei tre Cantoni se il collegamento autostradale venisse chiuso per un lungo periodo. Si ipotizza una perdita che varia da 100 a 300 milioni di franchi del prodotto interno lordo.

"Il settore alberghiero e della ristorazione sarebbe confrontato con enormi difficoltà, mentre per quanto riguarda le stazioni di servizio e i ristoranti sull’autostrada le conseguenze sarebbero addirittura drammatiche. Il rapporto della SECO del 2011 indica delle perdite delle cifre di affari tra i 4 e i 7 milioni di franchi all’anno. Il rischio è che queste strutture non saranno più in grado di tornare ad essere attrattive e competitive dopo un periodo così prolungato di chiusura".

"La soluzione di trasbordo proposta dai contrari alla modifica legislativa - continuano i rappresentanti del settore - non sarà in grado di gestire l’attuale mole di traffico. Oggi il tunnel autostradale del San Gottardo ha una capacità di 900 veicoli privati all’ora per ogni direzione di marcia. E cosa accadrebbe con i bus, le roulotte e i camper? In estate ogni giorno attraverso la galleria passano circa 100 bus. In inverno sono tra i 40 e i 60 i pullman che dipendono da un collegamento stradale affidabile. Questi veicoli dovrebbero essere caricati sull’autostrada viaggiante per il traffico pesante tra Rynächt e Biasca. Un trasbordo di bus, roulotte e camper sulle navette durante la settimana andrebbe quindi a carico della capacità della ferrovia per i mezzi pesanti. Una soluzione, quest’ultima, sconsigliata dagli esperti. Di fatto ciò significherebbe una chiusura del San Gottardo durante il risanamento per bus, roulotte e camper con conseguenze negative dirette per il turismo".

Viene poi posta attenzione al capitolo sicurezza sottolineando che dall’apertura della galleria del San Gottardo nel 1980, 36 persone hanno perso la vita al suo interno. "Inutile sottolineare come la pericolosità del tunnel sia oggi un elemento dissuasivo per i visitatori che intendono raggiungerci in auto. Grazie al progetto voluto dal Consiglio federale e sostenuto dalle Camere federali, dal Governo ticinese, dalla grande maggioranza del Gran Consiglio e da 20'000 ticinesi che hanno firmato una petizione, la sicurezza verrà notevolmente aumentata grazie alla presenza di una nuova corsia di emergenza".


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