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06.02.2015 - 12:480
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Tagli alla Darwin, Savoia: "L'aeroporto è ormai un pozzo senza fondo"

Il coordinatore dei Verdi: "Solidarietà ai 60 dipendenti licenziati. Basta basare politiche di sviluppo su compagnie che arrivano al mattino e se ne vanno il pomeriggio"

LUGANO - "Basta finanziare l'aeroporto con soldi pubblici. E' ormai diventato un pozzo senza fondo". Le parole sono di Sergio Savoia, che ha appreso con preoccupazione la notizia dei 60 licenziamenti alla Darwin Airlines, la compagnia aerea ticinese che ha deciso di rivedere la sua strategia commerciale a Lugano. Dopo l'accordo di Darwin con Etihad, la classe politica luganese sperava in un rilancio di Lugano Airport e il superamento di una crisi che parte da lontano. Le ambizioni e le speranze si sono scontrate con la dura realtà. I risultati non sono stati quelli sperati e il recente annuncio della chiusura delle rotte Lugano-Zurigo, Zurigo-Linz, Ginevra-Tolosa e Ginevra Nizza non lasciava presagire a nulla di buono per gli oltre 300 dipendenti della compagnia arabo-ticinese. 

Il coordinatore dei Verdi, prima di esporre la sua posizione sullo scalo aereo luganese, ha voluto innanzitutto esprimere "solidarietà alle persone licenziate". 

Il candidato al Consiglio di Stato ha criticato l'ente pubblico, secondo lui reo di ostinarsi a finanziare una struttura senza futuro. "Su Agno si è già investito molto denaro pubblico da parte del Cantone e da parte della città di Lugano, senza riflettere seriamente sulle sue reali prospettive di successo". 

Intestardirsi sul finanziamento pubblico è insensato secondo Savoia, che ricorda i punti deboli dell'aeroporto: "nello spazio di pochi chilometri abbiamo tre aeroporti (Lugano, Orio al Serio e Malpensa, ndr) e non scordiamoci che presto, grazie ad Alptransit, Zurigo disterà poco più di un'ora dal Ticino". 

"La questione fondamentale è una: ha ancora senso investire soldi pubblici in un'aeroporto insostenibile a livello economico?". Savoia ritiene insensato accanirsi: "la sostenibilità economica non c'è. In parlamento mi sono sempre opposto a ulteriori finanziamenti. Ed ogni volta si prometteva che quel finanziamento sarebbe stato l'ultimo. Non possiamo più permetterci di finanziare uno scalo senza futuro". 

Savoia, infine, invita gli amministratori locali "a non basare le politiche di sviluppo su compagnie che arrivano al mattino e se ne vanno il pomeriggio".  

 

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