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AIROLO
17.10.2011 - 09:210
Aggiornamento : 25.11.2014 - 09:13

Dieci anni fa l'incendio del San Gottardo

Il 24 ottobre 2001 undici persone persero la vita dopo che uno scontro tra due camion scatenò l'inferno nel tunnel autostradale

AIROLO - Dieci anni dopo il terribile incendio che ha causato la morte di undici persone, il tunnel autostradale del San Gottardo è diventato più sicuro. Il numero di incidenti si è infatti ridotto dei tre quarti. Le colonne ai due portali non sono invece diminuite; i disagi agli automobilisti potrebbero anzi aumentare dal 2020 con la prospettata chiusura della galleria per 900 giorni volta a permettere l'esecuzione dei lavori di risanamento.

L'incidente - Il 24 ottobre 2001, alle 9.39 del mattino, il traforo fu teatro di una tragica collisione tra due camion. A causa dello scontro un serbatoio fu danneggiato e del carburante si riversò sulla carreggiata. Un cortocircuito di un cavo elettrico, a contatto con la miscela di diesel e aria, provocò un'esplosione e il susseguente incendio. I due automezzi pesanti e il loro carico - tra cui anche centinaia di pneumatici - furono rapidamente avvolti dalle fiamme. La temperatura all'interno della galleria salì in poco tempo oltre i 1200 gradi. Dieci persone persero la vita intossicate dal fumo, una morì carbonizzata.

Lavori - A causa dell'incendio il tunnel rimase sbarrato al traffico per due mesi. I lavori per ripristinare l'infrastruttura costarono 14 milioni di franchi. Vennero inoltre prese nuove misure per incrementare la sicurezza. Venne in particolare installata una nuova ventilazione, potenziata l'illuminazione e migliorata la segnalazione delle vie di fuga, ricorda l'Ufficio federale delle strade (USTRA) in un documento pubblicato a 10 anni dalla catastrofe.

Migliorie - Nel 2010, al portale di Airolo è inoltre stato installato un rilevatore termografico. Questo impianto è in grado di riconoscere i materiali surriscaldati nei camion ed impedire così l'accesso ai mezzi che potrebbero rappresentare un pericolo. Dopo una fase necessaria alla calibrazione del sistema, questo verrà messo in funzione nel 2012. Più tardi dovrebbe esserne installato uno anche a Göschenen.

In seguito all'incidente del 2001, l'USTRA ha verificato la sicurezza delle 220 gallerie presenti sulla rete delle strade nazionali. 126 non erano completamente conformi alle norme in vigore. Entro il 2020 questi tunnel saranno pertanto risanati con un investimento di 1,2 miliardi di franchi.

Dosaggio - Al San Gottardo dopo l'incidente venne introdotto un sistema di dosaggio dei mezzi pesanti che prevedeva la circolazione a senso unico alternato. Nel 2002 venne sostituito dal metodo detto del "contagocce". In concreto, il sistema prevede che ogni ora e in ogni direzione possano transitare dalla galleria tra i 60 e i 150 autocarri. Il limite esatto è di 1000 automobili all'ora. I camion sono considerati equivalenti a tre automobili.

Grazie a queste misure è stato possibile diminuire il numero di incidenti all'interno della galleria. Prima dell'incendio del 2001 si verificavano più di 40 incidenti all'anno, con punte di oltre 60. Da allora il loro numero è fortemente sceso: nel 2010 gli incidenti sono stati dieci, con un bilancio di otto feriti.

Per incrementare ancora di più la sicurezza, e per risanare il tunnel a 40 anni dalla sua apertura, il traforo dovrà essere sottoposto a un "lifting" totale fra il 2020 e il 2025. L'USTRA prevede una chiusura al traffico per almeno 900 giorni, nelle due varianti principali da effettuare - a scelta - o in un colpo solo su due anni e mezzo, o in tre anni e mezzo con temporanee riaperture durante il periodo estivo.

Chiusura e reazioni - In Ticino questa prospettiva viene ritenuta da molti inaccettabile per l'impatto che avrebbe sull'economia: sono così state avanzate proposte alternative. C'è ad esempio chi chiede la costruzione di un seconda canna prima che sia necessario risanare quello attuale. Una volta completati i lavori, entrambi i tubi verrebbero mantenuti in esercizio, ma con una sola corsia per parte.

Anche i governo di Ticino, Uri e Grigioni hanno apertamente dichiarato di volere una seconda canna. Il popolo si è però finora sempre opposto al raddoppio. Nel 2004 i cittadini svizzeri avevano ad esempio respinto con una maggioranza del 62,8% il controprogetto all'iniziativa Avanti che, oltre a proporre soluzioni per il traffico negli agglomerati, prevedeva il raddoppio della galleria del San Gottardo. In Ticino il "no" era del 55,7%, mentre nei Grigioni e a Uri aveva superato il 70%.

I cittadini urani hanno poi confermato la loro opposizione nel mese di maggio di quest'anno: il 57% dei votanti ha respinto l'iniziativa dei giovani UDC per lo scavo di un secondo traforo da affiancare a quello esistente. Il 67% ha inoltre affossato il controprogetto governativo che proponeva l'impiego della nuova galleria al posto della vecchia.

Il Consiglio federale non ha comunque ancora deciso quale soluzione adottare per il risanamento totale del tunnel. Il governo sta in particolare ancora aspettando un rapporto sulle conseguenze economiche nei cantoni interessati in caso di chiusura prolungata. Il documento dovrebbe essere pronto entro fine anno.

Ats

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