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TICINO
05.03.2007 - 10:500
Aggiornamento : 22.11.2014 - 05:26

In Ticino bambini sempre più grassi. Peduzzi: "Ma per la Lamal l'obesità infantile non è una malattia"

Presentato stamattina il progetto "Pesovia" del pediatra bellinzonese Paolo Peduzzi.

BELLINZONA - Il problema, considerato dall'Organizzazione Mondiale della sanità una "epidemia", è uno dei più seri problemi per la salute pubblica occidentale. Negli ultimi due decenni l'incidenza dell'obesità in Europa è allarmante: metà di tutti gli adulti e un bambino su cinque sono sovrappeso, e un terzo di questi sono obesi. Nella Conferenza ministeriale di Istanbul del 16 novembre scorso è stata firmata la Carta europea sull'azione di contrasto all'obesità, in cui si invita a programmare interventi specificatamente rivolti ai bambini, fra i quali l'epidemia di obesità è in continua crescita. Da tutti gli Stati membri della Regione europea dell'OMS.

Il dottor Paolo Peduzzi, pediatra operante a Bellinzona, da qualche tempo tempo porta avanti un suo progetto inteso a studiare nuove tipologie di intervento e di cura nel campo dell'obesità infantile. "Pesovia", è questo il nome del progetto ideato dal pediatra bellinzonese che, a due riprese, dal settembre del 2005 al giugno del 2006 e dal settembre 2006 segue una decina di ragazzi dagli 8 ai 14 anni con problemi di sovrappeso. I giovani pazienti, guidati da Peduzzi, si ritrovano settimanalmente per attività sportive allo scopo di non mettere i ragazzi in competizione, ma di renderli attivi attraverso il gioco, ritrovando così il piacere del movimento. Accanto a queste attività programmate, si sono aggiunte altre di tipo accessorio, come per esempio delle uscite in slitta, camminate a piedi, raccolta di castagne, giochi e danze al castello di Montebello e grigliate con danze e cibi naturalmente adatti alla loro dieta, che permettono ai bambini di ulteriormente socializzare e muoversi all'aria aperta.

Dottor Peduzzi il problema dell'obesità infantile in Ticino, quale la situazione.
“Vi è un aumento del fenomeno. I docenti di ginnastica correttiva avevano raccolto una serie di dati riguardanti l'aspetto del peso nei due anni prima che la ginnastica correttiva fosse abolita. E da questi dati emerge che rispetto a 6-7 anni fa, i ragazzi sono in media più obesi. Il problema aumenta, sia come media d'incidenza, sia come nel numero di casi estremi. Aumentano quindi sia i ragazzi in sovrappeso sia in sottopeso, il che testimonia un sempre più diffuso problema del disturbo alimentare. E poi, dei vari progetti che sono stati lanciati, a mio modo di vedere, distanziano il ragazzo dal suo contesto di vita quotidiana, nuocendone sotto l'aspetto psicologico. Il ragazzo invece va seguito dove è, nell'ambiente in cui trova una certa fiducia, e va seguito vicino casa, con attività di gruppo e ludiche che non lo obbligano ad andare una volta alla settimana a Lugano a seguire dei corsi per imparare come mangiare e cosa fare per dimagrire. E' fondamentale instaurare fiducia nel ragazzo in sovrappeso, che deve essere stimolato. Il giovane obeso, bambino o adolescente che sia, ha bisogno di certezze e di ritrovare i luoghi che conosce, anche nel caso di una cura. Il sovrappeso è un segnale, un sintomo di qualcosa di più profondo”.
 
Nel suo progetto è contemplato l'appoggio di qualcuno?
“Nel progetto collaborano una psicologa, un'animatrice sportiva, una dietista e un cuoco dietetico. Aiuto da parte di qualcuno? La mia iniziativa costa sui 10-14mila franchi. Le autorità cantonali avevano dapprima proposto un progetto pilota, ma poi, dopo aver illustrato il mio progetto, mi han detto che questo non è riproponibile e il Cantone non era disposto a finanziarlo ogni anno. Sto cercando di pubblicizzare la cosa affinché qualcuno mi sostenga”.

 
Si è rivolto alle casse malati?
“Sì, ma con poco successo. Secondo la LAMal, esse non sono tenute a finanziare questo genere di progetti. Addirittura secondo la LAMal, l'obesità sotto i 16 anni non è considerata una malattia e di conseguenza non è coperta dall'assicurazione. Se un adulto si rivolge da una dietista la CM paga, mentre se lo fa un ragazzo, nessun indennizzo. Quindi, per quanto riguarda il mio progetto, pago io. Con le casse malati, a livello di medici, non abbiamo un gran rapporto. Io ho contattato una decina di casse malati e soltanto due mi han risposto. Una mi ha dato 2.000,-- franchi, mentre un'altra mi ha coperto i costi della dietista, che oggettivamente è già qualcosa. Le altre casse malati, invece, si attengono alla legge. Tutte le spese restanti le ho dovute pagare io e ammontano circa a 3/400,-- franchi all'anno.
I pediatri, sul problema dell'obesità infantile, a livello svizzero stan cercando di muover qualcosa, ma la cosa va molto a rilento. La Confederazione e i medici cantonali agiscono in senso preventivo, ma soltanto parzialmente, limitandosi a parlare nelle scuole del problema. Ma nessuno prende il ragazzo in sovrappeso e lo aiuta. E io lo faccio”.

P.D'A.

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