Prezzi dei carburanti alle stelle: Marchesi chiede l'intervento di Berna

L'interpellanza al Consiglio federale: «Dà l’impressione di assistere passivamente agli eventi, lasciando che siano cittadini e imprese a sopportare da soli il peso del rincaro»
L'interpellanza al Consiglio federale: «Dà l’impressione di assistere passivamente agli eventi, lasciando che siano cittadini e imprese a sopportare da soli il peso del rincaro»
BERNA - È sotto gli occhi di tutti: complice la guerra in Iran e gli attacchi a infrastrutture strategiche nei Paesi del Golfo, i prezzi dei carburanti sono tornati a salire. Un rincaro che, denuncia in un’interpellanza il consigliere nazionale Piero Marchesi, colpisce duramente anche in Svizzera, mettendo sotto pressione famiglie e PMI. «Per molti cittadini, in particolare nelle regioni periferiche, l’aumento di benzina e diesel rappresenta un aggravio diretto sul bilancio domestico. Per artigiani, trasportatori e piccole imprese significa invece costi di esercizio e di trasporto sempre più elevati», si legge nell’atto parlamentare inoltrato al Consiglio federale.
Ed è proprio a Berna che Marchesi chiede di intervenire. Sono quattro le domande presentate, con cui sollecita misure urgenti per attenuare l’impatto sui bilanci di famiglie e aziende, chiedendo in particolare se siano allo studio riduzioni temporanee delle accise o di altri prelievi. Come esempio viene citato il caso italiano: «Di fronte a questa situazione, il Governo italiano ha introdotto per 20 giorni un taglio temporaneo delle accise pari a 25 centesimi al litro per benzina e diesel e a 12 centesimi per il GPL. Ha inoltre rafforzato i controlli contro la speculazione e previsto misure di sostegno per le categorie più esposte, tra cui un credito d’imposta del 28% sul gasolio per autotrasportatori e pescatori». Marchesi chiede inoltre quali strumenti si intendano adottare per prevenire fenomeni speculativi e quali interventi concreti siano previsti a sostegno dei commerci di confine, Ticino in primis. Qui, da anni, i commerci di carburanti subiscono una forte pressione concorrenziale da parte dell’Italia e hanno già registrato una sensibile riduzione della cifra d’affari. L’ulteriore sconto deciso oltre confine rischia ora «di infliggere una nuova, pesante battuta d’arresto a un settore già fortemente penalizzato».
Secondo il consigliere nazionale, dunque, il Consiglio federale «dà ancora una volta l’impressione di assistere passivamente agli eventi, lasciando che siano cittadini e imprese a sopportare da soli il peso del rincaro. Questo immobilismo è sempre meno comprensibile e sempre meno accettabile».




