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SONDAGGIO TAMEDIA

"No a una Svizzera da 10 milioni!": prevarrebbe il no, ma la maggioranza è strettissima

È quanto emerge da un sondaggio di 20 Minuten/Tamedia. Ma il divario resta entro il margine di errore.
TiPress
Fonte ats
"No a una Svizzera da 10 milioni!": prevarrebbe il no, ma la maggioranza è strettissima
È quanto emerge da un sondaggio di 20 Minuten/Tamedia. Ma il divario resta entro il margine di errore.

BERNA - Gli Svizzeri pendono leggermente a favore del "no" all'iniziativa popolare dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni!", sottoposta a votazione il 14 giugno. È quanto emerge da un sondaggio di 20 Minuten/Tamedia. Ma il divario è minimo e resta entro il margine di errore.

Il 47% delle persone intervistate si dichiara contrario al testo (34% "no" e 13% "piuttosto no"), mentre il 45% è favorevole (33% "sì" e 12% "piuttosto sì"). L'8% degli interpellati è ancora indeciso.

L'indagine è stata realizzata con la collaborazione dell'istituto LeeWas dal 5 all'8 marzo su 17'788 persone provenienti da tutta la Svizzera, di cui 4'686 dalla Romandia, 12’594 dalla Svizzera tedesca e 508 dal Ticino. Il margine di errore è di +/-5 punti percentuali.

PLR diviso
Nel dettaglio, il testo è massicciamente sostenuto nelle file dell’UDC (oltre l'80% di "sì" e piuttosto "sì"). Al contrario, è ampiamente respinto dai simpatizzanti socialisti (78% di "no" e di piuttosto "no"), dei Verdi e dei Verdi liberali. Quelli del PLR si mostrano più divisi, con il 46% di "no" e il 42% di "sì", nonché una quota di indecisi superiore alla media, al 12%.

L'indecisione è anche più marcata tra i membri del Centro (12%), ma questi ultimi si dichiarano nettamente meno favorevoli all'iniziativa, con il 54% di "no" e il 34% di "sì".

«Ulteriore complicazione, in tempi già difficili»
Proprio ieri (lunedì), il Consiglio federale - nella persona di Beat Jans - ha lanciato la campagna per il “no“, portata avanti assieme a rappresentanti dei Cantoni e delle parti sociali. L'argomento forte, del comitato contrario riguarda la complicazione ulteriore che porterebbe l'iniziativa «in tempi già complessi».
Fra le possibili complicazioni, è stato esplicitato, anche i nuovi accordi bilaterali siglati con l'UE.

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