Keystone
SVIZZERA
27.03.2021 - 12:060
Aggiornamento : 12:22

Legge Covid “disordinata”, l'UDC è per la libertà di voto

La conferma di Marco Chiesa: «così spingiamo la Svizzera alla rovina», no netto anche alla legge sul CO2

BERNA - L'UDC vuole lasciare libertà di voto in merito alla legge Covid-19 in consultazione il prossimo 13 giugno. È sovraccarica e affronta temi non legati tra di loro come gli aiuti economici e la delega di ampi poteri decisionali al Consiglio federale.

Pone però le basi per il sostegno alle imprese in difficoltà, che i democentristi vogliono indennizzare, ha detto il presidente Marco Chiesa in occasione dell'assemblea dei delegati, che si svolge on-line.

Parlando da Neuchâtel, Chiesa ha accusato il governo di «spingere la Svizzera alla rovina politica e finanziaria, di distruggere migliaia di posti di lavoro e di formazione, di compromettere l'esistenza d'interi rami professionali, di privare gli svizzeri di prospettive e di generare un mostruoso debito sulle spalle di una intera generazione».

«Da dove vengono le decine di miliardi che vengono spesi in modo così disinvolto?», si è chiesto Chiesa, «non può continuare così».

Il presidente dell'UDC ha anche accusato l'esecutivo d'incoerenza nelle sue decisioni, che oltre a distruggere l'economia danneggiano la salute della popolazione: «C'è confusione ovunque si guardi», ha sostenuto.

Bocciata anche la legge sul CO2 - Con 120 voti a 6, i delegati democentristi hanno poi respinto la legge sul CO2, anch'essa in votazione il prossimo 13 giugno: «È inutile, costosa e assurda», ha sostenuto Chiesa.

Impone costi aggiuntivi alle famiglie, burocrazia alle imprese, causa un aumento dei costi di produzione e danneggia le popolazioni delle zone rurali e periferiche che hanno bisogno dell'automobile per spostarsi.

Chiesa si è anche espresso sulle iniziative sui pesticidi, definite «estreme e pericolose»: «Indebolirebbero il nostro settore agricolo e l'offerta di prodotti alimentari sani e locali". Di conseguenza le produzioni indigene costeranno di più e aumenteranno dunque le importazioni di prodotti «di dubbia provenienza»".

In merito alla Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo, Chiesa, citando gli attacchi di Morges (VD) e Lugano (TI), ha affermato che non si può semplicemente «chiudere gli occhi e agire come se la Svizzera potesse sfuggire al terrorismo islamico».

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