Keystone (archivio)
ULTIME NOTIZIE Svizzera
SVIZZERA
9 ore
Cosa ci dirà questa volta Berset?
Il Consiglio federale è pronto a comunicare le nuove misure anti-Covid. Ecco alcune anticipazioni
GINEVRA
10 ore
Omicron nel campus, duemila in quarantena
Due contagi nella Scuola internazionale di Ginevra hanno fatto scattare massicce misure di contenimento
SVIZZERA
10 ore
«Introdurre una tassa per i non vaccinati»
Lo ha proposto Sanija Ameti, co-presidente del movimento Operation Libero
GRIGIONI
12 ore
In vacanza in hotel, ma solo se vaccinati o guariti
Al Kulm di St.Moritz la stagione turistica invernale inizia con una stretta sulle misure sanitarie
SVIZZERA
14 ore
«Presto potremmo dover decidere chi curare e chi no»
Il personale di cura lancia l'ennesimo allarme: le risorse sono scarse e i pazienti continuano ad aumentare.
SVIZZERA
15 ore
Un nuovo record di pacchi per la Posta
Sono 7,4 milioni quelli recapitati tra il 22 e il 30 novembre 2021. Centomila in più rispetto alla Cyber Week del 2020
SVIZZERA
15 ore
Decessi legati al Covid-19 quasi raddoppiati in una settimana
Il tasso di positività per 100mila abitanti è passato da 437,6 a 590,6: ben oltre il doppio del Ticino (269,2).
ZURIGO
16 ore
Un nuovo centro per i test covid all'aeroporto di Zurigo
È stato inaugurato oggi ed è in grado di effettuare 15mila tamponi alla settimana.
SVIZZERA
16 ore
Quarto caso di Omicron in Svizzera
La persona contagiata è rientrata nove giorni fa dal Sudafrica.
SVIZZERA
16 ore
«Nessuna quarantena per i viaggi d'affari»
Swismem si dice scettico sull'efficacia delle quarantene: «Non fermeranno la diffusione del virus».
ARGOVIA
17 ore
Anche Argovia gioca d'anticipo: «Su la mascherina nei luoghi pubblici»
Salgono così a 14 i cantoni che hanno anticipato alcune delle misure proposte dal Consiglio federale.
SVIZZERA
17 ore
«La stampa va sostenuta»
Il Consiglio federale invita il popolo ad approvare il tema in votazione il prossimo 13 febbraio.
ZURIGO
17 ore
Pacchetti nel mirino dei ladri
I malviventi sono entrati in azione oggi in un quartiere di Opfikon
SVIZZERA
17 ore
Si torna sotto i 10mila contagi
I pazienti Covid occupano ora il 26,9% dei posti letto di terapia intensiva.
SVIZZERA
17 ore
«È da presuntuosi credere di poter fermare la variante»
A tu per tu con Patrick Mathys dell'UFSP su Omicron in Svizzera e le misure introdotte dalla Confederazione
SVIZZERA / CANTONE
17 ore
«La Svizzera resti neutrale»
Il Gruppo parlamentare UDC a Berna ha depositato una mozione in tal senso in entrambe le camere federali.
SVIZZERA
19 ore
«I test siano di nuovo gratuiti»
La maggioranza del Nazionale sostiene questa proposta: «È un modo per tenere sotto controllo la pandemia».
VAUD
19 ore
Accoltella l'amico in un supermercato, arrestato un 15enne
Il malcapitato è stato ferito alla gamba ed è stato trasportato d'urgenza all'ospedale.
SVIZZERA
19.12.2019 - 13:020

I jet pronti a prendere il volo

La Svizzera, popolo permettendo, dovrebbe acquistare nei prossimi anni nuovi caccia da combattimento: le Camere federali hanno eliminato oggi l'ultima divergenza

di Redazione
ats

BERNA - La Svizzera, popolo permettendo, dovrebbe acquistare nei prossimi anni nuovi caccia da combattimento. Dopo essersi messe d'accordo sul principio, oggi le Camere federali hanno eliminato l'ultima divergenza che le separava, decidendo di stabilire al 60% del valore della commessa (sei miliardi di franchi) gli affari di compensazione (offset).

L'ok finale è giunto oggi, prima agli Stati stamattina e poi al Nazionale poco dopo mezzogiorno; le due Camere hanno approvato la proposta elaborata dalla Conferenza di conciliazione, identica a quella difesa dal Nazionale e dalla consigliera federale Viola Amherd, contrari a una percentuale dell'80% come perorato dagli Stati. I "senatori", nel timore di veder naufragare l'intero dossier, hanno quindi ceduto su questo punto.

Le imprese estere dovranno quindi compensare il 60% del valore contrattuale mediante l'assegnazione di mandati in Svizzera (affari offset), di cui il 20% con affari offset diretti e il 40% indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza in rami che vanno dall'industria delle macchine, a quella ottica e orologiera, per passare dalla chimica (questa lista è stata voluta dagli Stati ed è simile alla prassi seguita finora dal Consiglio federale, n.d.r).

Inoltre, tutte le principali regioni del Paese dovranno beneficiare, nella misura del possibile, di questa "manna" secondo una chiave di ripartizione fissa: il 65% per la Svizzera tedesca, il 30% per quella francese e il 5% per la Svizzera italiana.

UDC e PLR sconfitti - Nei due rami del Parlamento è stata soprattutto la sinistra, con l'appoggio del gruppo del centro (PPD-PBD-PEV) e dei Verdi liberali sostenuta dalla ministra della difesa, a difendere la percentuale più bassa. Una compensazione superiore al 60% farebbe rincarare eccessivamente l'intero dossier dal costo globale di 15 miliardi di franchi: 6 per i caccia, 2 per il sistema di difesa antiaerea e 7 per l'esercito (questi due ultimi investimenti verranno compensati al 100%, n.d.r); tale somma verrà spesa tra il 2023 e il 2032.

Per la maggioranza, la posizione difesa da PLR e UDC equivarrebbe a un sovvenzionamento ad innaffiatoio per l'industria e una fattura finale molto più salata.

Per diversi "senatori", invece, si trattava di venire incontro soprattutto ai Cantoni romandi, secondo i quali il 60% non garantirebbe un numero di commesse sufficiente alle rispettive industrie. I costi supplementari verrebbero compensati da maggiori posti di lavoro ed entrate fiscali.

Per i sostenitori della versione "massimalista", inoltre, vi sarebbero anche ragioni tattiche per un incremento degli affari di compensazione: favorendo regioni come la Romandia e il Ticino sarebbe possibile convincere il popolo della bontà di questo dossier quando sarà chiamato a votare - la sinistra ha già annunciato il referendum - sul principio di acquistare i nuovi caccia da guerra.

Non pregiudicare voto popolare - Oggi agli Stati, a nome della commissione, Thomas Minder (indipendente/SH) ha messo in guardia i colleghi da un rifiuto del 60%, eventualità che avrebbe impedito al popolo di esprimersi nel 2020 sull'acquisto dei nuovi jet, un principio già accolto dai due rami del Parlamento.

Minder ha insistito sulla necessità che il popolo possa dire la sua, dopo che quest'ultimo ha già respinto nel 2014 l'acquisto dei Gripen svedesi. Spetta agli elettori correggere questa decisione, ha spiegato il "senatore" sciaffusano. In caso di "no" del plenum, ha aggiunto, vi è il rischio che l'acquisto dei caccia finisca nel budget ordinario del Dipartimento della difesa, escludendo così il popolo. "A livello federale non esiste infatti il referendum finanziario", ha spiegato Minder. Un discorso analogo è stato tenuto al Nazionale a nome della commissione da Thomas Hurter (UDC/SH).

Ok su principio, ma non PS e Verdi - Come anticipato, il referendum è praticamente sicuro. Come era prevedibile, infatti, anche il Consiglio nazionale nel corso di questa sessione, al pari degli Stati in settembre, ha approvato (124 voti a 68) il credito di 6 miliardi al massimo per l'acquisto di nuovi caccia.

Sul tipo di velivolo deciderà in seconda battuta il Consiglio federale. Una valutazione sugli aviogetti dovrebbe essere disponibile nella seconda metà del 2020. Un eventuale referendum è previsto per il 27 settembre dell'anno prossimo.

Al più tardi all'inizio del 2021, il Consiglio federale deciderà quale aereo acquistare. A partire dal 2025, i primi modelli dovrebbero sfrecciare nei cieli svizzeri ed entro il 2030 la flotta dovrebbe essere al completo. Gli F/A-18 e i Tiger verrebbero mandati in "pensione" gradualmente.

Nel corso del dibattito alla Camera del popolo, gli ecologisti e il PS non sono riusciti a far cambiare idea al plenum. L'acquisto di nuovi jet da combattimento è stato giudicato inutile, un "lusso" per la Svizzera, tenuto conto della somma prevista.

La maggioranza "borghese", compresi i Verdi-liberali, ha giudicato invece indispensabile l'acquisto di nuovi jet al posto dei vetusti Tiger e degli F/A-18, quest'ultimi ormai entrati in una parabola discendente. Per la maggioranza, la Svizzera neutrale e indipendente ha bisogno di un'aviazione militare credibile ed efficace per la protezione del proprio spazio aereo e, in ultima analisi, per garantire la sicurezza della popolazione e delle sue infrastrutture.

I velivoli candidati - Gli aerei candidati per sostituire i Tiger e gli F/A-18 sono quattro: l'Eurofighter della Airbus (Germania), l'F/A-18 Super Hornet della Boeing (Stati Uniti), il Rafale della Dassault (Francia) e l'F-35A della Lockheed Martin (Stati Uniti). Il Gripen E di Saab (Svezia) è invece rimasto fuori dalla corsa.

Poiché la decisione sul modello non è ancora stata presa, il prezzo esatto per aereo e quindi anche le dimensioni della flotta non sono chiare. Secondo le stime di un gruppo di esperti, il prezzo medio per caccia, compresi armamento, logistica, sistemi, aggiornamenti e altri costi, è di circa 200 milioni di franchi.

Con sei miliardi di franchi dovrebbe quindi essere possibile acquistare 30 nuovi jet. Tenendo conto delle esigenze in fatto di manutenzione e formazione, ciò dovrebbe soddisfare lo scenario di riferimento: il Consiglio federale esige infatti che almeno quattro aerei siano sempre in volo per un periodo di quattro settimane.

L'acquisto di nuovi missili antiaerei è escluso dalla decisione di pianificazione. I due dossier avanzano in parallelo e hanno punti di contatto a livello militare e finanziario. Tuttavia, contrariamente ai piani originari dell'esecutivo, il nuovo sistema di difesa terra-aria (Bodluv) non sarà sottoposto a referendum.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-12-03 07:24:41 | 91.208.130.85