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ZURIGO

Accoltellò un uomo per farsi espellere: misura terapeutica per un 29enne

L'uomo, un australiano, sarà infine espulso per dieci anni
Deposit Photos
Fonte ats
Accoltellò un uomo per farsi espellere: misura terapeutica per un 29enne
L'uomo, un australiano, sarà infine espulso per dieci anni

ZURIGO - Il Tribunale distrettuale di Zurigo ha ordinato una misura terapeutica stazionaria nei confronti di un 29enne australiano, accusato di tentato omicidio intenzionale, per aver accoltellato nel febbraio 2025 un cliente all'interno di un negozio nei pressi della stazione centrale.

L'imputato, che ha ammesso i fatti, verrà inoltre espulso dalla Svizzera per dieci anni. I giudici lo hanno ritenuto non imputabile a causa di una grave malattia psichica.

Stando all'atto d'accusa, l'uomo avrebbe prelevato da uno degli scaffali del punto vendita un coltello pieghevole con lama di nove centimetri e pugnalato la vittima alle spalle, sfiorando di poco la colonna vertebrale.

In seguito all'aggressione, la vittima ha riportato una ferita da taglio profonda circa sei centimetri, senza tuttavia versare in condizioni tali da metterne in pericolo la vita.

L'obiettivo del gesto, ha spiegato il 29enne, era quello di provocare il proprio arresto e ottenere successivamente l'espulsione dal Paese.

L'imputato - disoccupato da quattro anni e senza fissa dimora - ha dichiarato in aula di essersi recato in Svizzera a bordo di un Flixbus nel 2025, "dopo essersi informato su internet" su quale fosse "il luogo più semplice per essere rimpatriato". Per diversi anni aveva vissuto per strada a Londra, facendo uso di stupefacenti e covando il desiderio di ritornare in Australia.

Prima dell'aggressione si era rivolto alle autorità cittadine chiedendo di essere rimpatriato, senza successo. In seguito aveva imbrattato la facciata della centrale di polizia con la scritta "Heil Hitler", venendo fermato e denunciato per danneggiamento, ma rilasciato dopo una notte.

Il giorno della scarcerazione si è recato nel negozio, ha afferrato un coltello e ha colpito alle spalle un cliente a caso, e che in quel momento si trovava nel punto vendita con la famiglia. Davanti al giudice l'australiano ha dichiarato di aver voluto "ferire la vittima, non ucciderla". Secondo la procura, tuttavia, l'uomo avrebbe accettato il rischio di un esito letale, qualora fossero stati colpiti organi vitali o grossi vasi sanguigni.

La parte civile ha chiesto un risarcimento di 108 franchi per la sua maglietta che indossava al momento dell'aggressione e che l'imputato dovrà pagare, secondo la sentenza. Il tribunale ha anche ritenuto adeguato un risarcimento morale di 8'000 franchi, ma lo ha tuttavia respinto in considerazione della situazione finanziaria precaria dell'imputato.

Secondo la perizia psichiatrica, il 29enne soffre di una grave schizofrenia paranoide con allucinazioni uditive e disturbi del pensiero, tali da compromettere la capacità di valutare le proprie azioni al momento dei fatti. E motivo per il quale è stato giudicato non imputabile.

Il tribunale ha sottolineato la gravità del gesto, compiuto ai danni di una vittima puramente casuale, evidenziando come solo per circostanze fortuite l'attacco non abbia avuto esiti mortali. Il giudice ha infine invitato l'imputato a seguire seriamente la terapia affinché simili fatti non si ripetano.

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