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SAN GALLO
20.12.2018 - 11:390
Aggiornamento : 14:58

Lasciarono morire la figlia, condannati per omicidio colposo

Per il Tribunale hanno trattato la bimba «come un rifiuto». Sei anni di carcere per la madre e cinque per il padre

RORSCHACH - La coppia che nel 2015 aveva lasciato morire la figlia di 23 mesi a Staad (SG) è stata ritenuta responsabile della morte della bimba. Il Tribunale distrettuale di Rorschach (SG) ha condannato per omicidio colposo la madre, una 35enne tedesca, a sei anni di reclusione e il padre, un 55enne svizzero, a cinque anni. La sentenza non è definitiva.


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Il corpo della piccola era stato trovato rinchiuso per oltre un mese in una valigia nella cantina di una casa di Staad dalla polizia nell'agosto del 2015 durante una perquisizione domiciliare. Secondo il pubblico ministero, la piccola morì il 3 luglio del 2015: quel giorno i genitori la lasciarono da sola in mansarda per diverso tempo, nonostante la temperatura esterna fosse di 33 gradi. Le forze dell'ordine hanno ritrovato il cadavere della piccola solo il 4 agosto.


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In un'udienza di quattro giorni a fine novembre era stato chiesto alla Corte se i genitori potessero essere ritenuti responsabili della morte della bimba. I giudici, in una sentenza pubblicata oggi, hanno confermato questa versione. I due hanno gravemente trascurato la figlia, anche a causa della loro tossicodipendenza, trattando successivamente il corpo della bimba «come un rifiuto».

L'accusa aveva chiesto dieci anni e mezzo di carcere per la madre e 8 anni nei confronti del padre, in entrambi i casi senza la condizionale, ipotizzando i reati di omicidio intenzionale, violazione del dovere d'assistenza e ripetuta infrazione alla legge federale sugli stupefacenti.

Causa della morte ancora incerta - La difesa aveva invece chiesto l'assoluzione per i genitori. L'avvocato della madre aveva spiegato che in questo caso non vi erano state confessioni e che dunque si trattava di un processo indiziario. Per una condanna, sosteneva la legale, mancava «una catena delle prove ininterrotta».

La causa del decesso della bambina non è ancora stata chiarita. Si sospetta che sia morta a causa di un arresto respiratorio o della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS).

I genitori, sostiene la Corte, non possono essere accusati di aver deliberatamente causato la morte della figlia. Tuttavia, il loro comportamento deve essere qualificato come gravemente negligente.

A causa di un reazione ancora inspiegabile e per il panico, la madre dopo aver scoperto il cadavere della figlia non ha chiamato immediatamente il medico, ma ha nascosto il corpo in una valigia. Secondo l'avvocato difensore, non vi era una connessione dimostrabile, ad esempio «un atto o un'omissione» da parte del suo cliente che avrebbe potuto portare alla morte della bambina.

Il padre era stato trascinato in un ambiente caotico, sosteneva il suo legale, precisando anche che era sotto l'influenza di farmaci a causa di problemi psichici e aveva affidato la figlia completamente alla madre, anche tossicodipendente. Quest'ultima ha però ignorato le indicazioni che qualcosa non andava nello sviluppo della bimba, continuando senza cambiamenti il suo stile di vita ed esponendo la figlia a rischi per la salute. La donna ha inoltre continuato a fare uso di cocaina sia nel corso della gravidanza, sia durante l'allattamento.

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