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NEUCHÂTEL
05.12.2018 - 18:570

Prelevava denaro con false identità per rifornirsi di droga

Un 33enne con già 10 condanne alle spalle rischia l'espulsione. E l'accetta senza fare una piega: «Mettetemi su un aereo»

BOUDRY - «Nel penale, la fedeltà non paga. Questa sarà l'undicesima condanna dell'accusato. E se in una pizzeria, talvolta, l'undicesima pizza è gratis, qui non sarà così». È iniziata così la requisitoria del procuratore Nicolas Aubert, questa mattina presso il Tribunale penale di Boudry (NE), contro un 33enne accusato di furto, furto d'identità, frode e infrazione alla legge sugli stupefacenti.

Tra marzo e l'aprile del 2018, l'uomo ha dato prova di una certa abilità: rubava lettere nelle cassette postali contenenti carte di credito e informazioni personali che gli permettevano di effettuare prelievi, usati per comprare droga.

In questo modo, ad esempio, è riuscito a ottenere 13'500 franchi in due giorni. In contanti, dopo aver ottenuto la fiducia di un dipendente presso in istituto bancario. Per raggiungere il suo scopo, gli aveva fornito informazioni dettagliate sul reale proprietario del conto, ed era arrivato persino ad offrirgli una scatola di cioccolata. «Non ero più me stesso. È giusto che paghi», ha ammesso l'accusato, che si è dichiarato colpevole della maggior parte dei capi d'accusa attribuitigli. 

Tutto questo è accaduto a causa della sua dipendenza, che l'ha spinto tra le altre cose a commettere diversi furti. «Consumava fino a 1 grammo di cristalli di Meth, quando il consumo medio è di circa 1 grammo a settimana», ha osservato il suo avvocato. «Per lui e per la società, deve riuscire a trovare una via d'uscita da questa spirale», ha aggiunto il pubblico ministero che, considerato l'insuccesso di un precedente soggiorno presso un istituto terapeutico, ha chiesto l'espulsione dalla Svizzera dopo una pena detentiva di tre anni senza sospensione.

Una soluzione che il giovane accetta. «La cosa migliore per me sarebbe partire. Mettetemi su un aereo», ha sentenziato il 33enne alla prima udienza dopo il suo arresto. E questo, anche se non ha alcun legame con il suo luogo nativo, il Portogallo, che ha lasciato a 5 anni per la Svizzera dove ora ha anche un figlio.

Il 33enne si è mostrato contrito: «Vorrei poter uscire dal tunnel della droga, trovare un lavoro nell'orologeria o dare una mano a mio padre nel suo garage, per ripagare quelli a cui ho rubato dei soldi. Ma con quello che ho fatto, è impossibile». Il tribunale emetterà il verdetto in giornata.

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Ultimo aggiornamento: 2018-12-14 21:03:06 | 91.208.130.87