BERNA
05.02.2018 - 10:290
Aggiornamento 14:01

Una mamma fiera del martirio di suo figlio

Dopo aver frequentato il liceo, Majd N. era partito per la jihad. Dopo anni di silenzio, la donna descrive i segreti della sua famiglia in un documento di 700 pagine

BIENNE - È un’inchiesta di «10 vor 10» a rivelare l’arcano: i genitori dello jihadista bernese Majd N. hanno probabilmente avuto un ruolo fondamentale nella radicalizzazione del figlio. In un lungo documento scritto, sua madre glorifica il figlio che viene rappresentato come un martire.

Giovane radicalizzato, figlio di rifugiati palestinesi, Majd N. aveva lasciato la Svizzera nel 2011 per la Jihad. L’allora diciannovenne aveva raggiunto la Somalia per unirsi alle milizie Shebab. Arrestato nel 2012 in Kenya, si era trasferito successivamente in Siria per combattere nelle file dello Stato islamico. Dopo l’arrivo nel Califfato, di lui si perdono le tracce, tanto che il giovane viene dichiarato morto nel 2015.

Una morte che però non cancella i dubbi sulla sua famiglia. Secondo «10 vor 10», infatti, entrambi i genitori sarebbero coinvolti in circoli islamisti. Il padre, che frequentava un’associazione per l’integrazione dei migranti a Bienne, avrebbe partecipato alla pianificazione di attentati terroristici che prendevano di mira la Svizzera. E questo mentre percepiva soldi dal Cantone.

«Un attentato in Svizzera» - Questo è quello che scrive la moglie in un documento di 700 pagine. Secondo questi PDF, il marito ha partecipato a riunioni organizzate dopo gli attacchi alle Torri Gemelle nel 2001. «A quel tempo era stato invitato a degli incontri segreti. Si parlava di organizzare un attentato in Svizzera», scrive la donna. L’attacco era pensato per punire il nostro Paese per il presunto aiuto dato nella guerra in Afghanistan.

I giornalisti della trasmissione svizzero-tedesca mettono in relazione questo progetto con gli arresti di 10 persone in diversi cantoni. Sospettati di sostegno al terrorismo, erano stati tutti rilasciati.

Scomparsi dal Paese - I genitori di Majd N. hanno apparentemente abbandonato la Svizzera nel 2015. Quell’anno erano stati convocati dalla polizia come testimoni nella causa penale contro loro figlio, ma nessuno dei due rispose alla convocazione. Nel suo documento la madre descrive la Svizzera come un «ambiente ostile», comprendendo pure la comunità musulmana. La donna ha inoltre ammesso di aver voluto educare il figlio in modo che fosse diventato uno jihadista.

Infanzia difficile - La radicalizzazione del giovane è iniziata proprio a Bienne. In un’intervista concessa a “Le Temps”, un compagno del liceo lo aveva descritto come un ragazzo simpatico, un buono studente con la passione degli scacchi e del karate.  La ripetizione «ingiusta» di un anno scolastico l’avrebbe cambiato. Arrivato nel Canton Berna nel 2008, avrebbe avuto un rapporto complicato con il padre che lo picchiava frequentemente. Dopo che viene dichiarato morto, il Canton Berna sospende il procedimento penale nei suoi confronti.

5 anni fa Il liceale terrorista rientra in Svizzera?
Potrebbe interessarti anche
Tags
svizzera
figlio
n
majd
majd n
documento
genitori
donna
giovane
Copyright © 1997-2018 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - POLICY - COMPANY PAGES - ENERGIA SOLARE

Ultimo aggiornamento: 2018-05-22 13:58:19 | 91.208.130.87