Crans-Montana, verso il taglio dei fondi destinati agli avvocati delle vittime

Le risorse messe a disposizione dal Cantone sono insufficienti, data la portata dell'inchiesta. E non mancano critiche ai legali
Le risorse messe a disposizione dal Cantone sono insufficienti, data la portata dell'inchiesta. E non mancano critiche ai legali
SION - Nuovo fronte di tensione in Vallese sulla questione di Cran-Montana. Questa volta è legato alle spese legali nel procedimento giudiziario sulla tragedia di Crans-Montana. Il Cantone aveva inizialmente previsto un aiuto immediato di 4000 franchi per le spese degli avvocati delle vittime, ma tali fondi risultano ora esauriti, con conseguente difficoltà per molte parti coinvolte nel continuare a sostenere i costi dell’assistenza giuridica. Lo riporta la Sonntagszeitung. «Sotto il titolo di aiuto immediato sono previste 20 ore per cliente a 200 franchi l’ora», spiega l’avvocato delle vittime Sébastien Fanti al domenicale, sottolineando come il sistema si collochi nella fascia bassa degli onorari svizzeri per i difensori d’ufficio. Secondo gli operatori legali, tuttavia, le risorse previste non sarebbero sufficienti a coprire l’ampiezza del procedimento, caratterizzato da interrogatori lunghi e complessi.
Risorse insufficienti
Un esempio significativo è rappresentato dall’audizione del presidente comunale Nicolas Féraud, durata complessivamente 13,5 ore. «Per avvocato, l’audizione di Féraud è costata 2700 franchi», viene evidenziato, con un costo complessivo stimato in oltre 200’000 franchi per l’insieme dei legali presenti, senza considerare trasferte e preparazione. Situazioni analoghe si sono verificate anche per altri interrogatori chiave, tra cui quelli di Kevin Barras, ex consigliere comunale, dei responsabili della sicurezza e di Jacques Moretti. La conseguenza diretta è che «anche se la maggior parte degli avvocati rappresenta più vittime, l’aiuto immediato è già esaurito», con alcuni legali che hanno già lasciato il procedimento o stanno valutando di farlo. Una situazione che sta generando tensioni sia nel sistema giudiziario sia nell’opinione pubblica locale.
Critiche agli avvocati
Dietro le quinte, infatti, si registrano anche critiche verso il ruolo degli avvocati. Secondo alcune fonti, questi sarebbero accusati di trasmettere documenti riservati ai media e di porre domande considerate eccessive o finalizzate alla propria visibilità. Accuse che non trovano conferma ufficiale e vengono parzialmente smentite dagli atti consultati, che mostrano come le contraddizioni emerse dagli interrogatori siano state sollevate proprio grazie alle domande dei legali. In particolare, viene ricordato il caso delle dichiarazioni di Moretti sui materiali isolanti: «I materassini isolanti sono stati acquistati da Hornbach», aveva inizialmente affermato, salvo poi indicare un altro fornitore. Successivamente, lo stesso Moretti ha ritrattato entrambe le versioni, dichiarandosi psicologicamente provato. Sul piano normativo, la legge sull’aiuto alle vittime prevede sostegni limitati ai casi di bisogno, condizione che non riguarda la maggior parte dei familiari coinvolti nella tragedia. Questo elemento rischia di amplificare ulteriormente le tensioni se non verrà trovata una soluzione politica sulla copertura delle spese legali.
Cambio di passo nei controlli
Parallelamente, il comune di Crans-Montana ha comunicato l’esito di controlli su esercizi pubblici e locali: «Sono stati effettuati 120 controlli arretrati», con priorità a bar e ristoranti. Nessuna chiusura è stata disposta, ma in alcuni casi sono state introdotte limitazioni di capienza per motivi di sicurezza, in particolare quando le vie di fuga non rispettavano gli standard.
Le autorità precisano inoltre che «le modalità di controllo non sono cambiate rispetto alla prassi precedente alla tragedia del 1° gennaio», fatta eccezione per una maggiore attenzione ai materiali utilizzati negli edifici, introdotta su indicazione cantonale dopo il 7 gennaio.
Il quadro complessivo resta quindi complesso: da un lato l’inchiesta penale ancora in corso, dall’altro le difficoltà di finanziamento della difesa delle vittime e le polemiche politiche sulla gestione del caso, che rischiano di alimentare ulteriori tensioni nei prossimi mesi.




