Ragazze stuprate, l'allarme dagli ospedali: sette su dieci non guariscono

Un anno dopo l’aggressione, i segni restano: ansia, depressione e disturbi cronici diffusi. I dati da uno studio svizzero
GINEVRA - Le conseguenze della violenza sessuale sono molto più gravi e durature di quanto finora ipotizzato. Un nuovo studio condotto nella Svizzera romanda mostra che, anche un anno dopo l’evento, la maggior parte delle persone colpite soffre di seri disturbi psicologici, fisici e sessuali.
Spesso con ripercussioni profonde sull’intera vita. Lo studio, coordinato dall’Ospedale universitario di Ginevra (HUG) e presentato mercoledì, si basa per la prima volta su un monitoraggio sistematico della durata di dodici mesi. Offre così un quadro finora unico delle conseguenze a lungo termine delle aggressioni sessuali in Svizzera. L’indagine è ampia: vi hanno partecipato anche la rete ospedaliera del Vallese e cinque ospedali del Canton Vaud.
I dati sono chiari: il 71 per cento dei partecipanti presenta sintomi depressivi un anno dopo i fatti, il 68 per cento mostra segni di disturbo da stress post-traumatico e il 57 per cento soffre di forte ansia. Anche le conseguenze fisiche sono rilevanti: oltre la metà continua a riportare dolori cronici, disturbi del sonno o stanchezza persistente.
Particolarmente incisive sono le ripercussioni sulla sfera intima: circa due terzi delle persone sessualmente attive dichiarano di soffrire, anche a distanza di un anno, di disfunzioni sessuali. «Questi dati dimostrano chiaramente che la violenza sessuale è un trauma profondo e duraturo», ha dichiarato la responsabile dello studio Jasmine Abdulcadir nel comunicato stampa.
Autori spesso appartenenti alla cerchia vicina
Lo studio conferma inoltre schemi già noti: nella maggior parte dei casi, le persone colpite conoscono l’autore, spesso appartenente alla cerchia vicina. Le aggressioni avvengono per lo più in spazi privati e molte vittime cercano rapidamente assistenza medica, ma successivamente restano spesso senza un adeguato supporto.
Gli esperti vedono un urgente bisogno di intervento. Si chiede un ampliamento capillare dei servizi specializzati, una migliore coordinazione dell’assistenza e una maggiore sensibilizzazione nella società e nel sistema sanitario.



